Non è certo la prima volta che i cittadini lunigianesi mostrano malcontento nei confronti di Gaia: per numerosi motivi e per numerose vicende, da sempre il gestore delle nostre acque si caratterizza per una complessiva e sempre più problematica mal gestione. Ciò comporta che gli utenti, piuttosto che usufruire di un servizio pubblico, quasi lo subiscano – e ovviamente pagandolo. Come se non bastasse, poi, nelle ultime bollette è comparsa una nuova voce – separata – che porta il nome di “Partite pregresse 2006/2011”. Ed è proprio a partire da queste che è scoppiata l’ultima “crociata” contro Gaia, perché qualche cittadino ha notato questa voce e non ci sta: si chiede cosa significhino quelle “partite pregresse”, con quali criteri vengano applicate e calcolate, per di più parrebbe a tutti e indistintamente, e si chiede se sia normale pagare i debiti di una società, ma soprattutto pagarne le incompetenze.

Questo e molto altro è venuto fuori prima su Facebook e poi in un incontro pubblico fra popolazione e stampa, tenutosi ieri sera a Monti di Licciana Nardi. Sono venute fuori vecchie questioni, alcune tuttora irrisolte, e i toni non hanno mancato di essere accesi, segno di una stanchezza ormai giunta al limite. Ma al di là delle polemiche, senz’altro giustificate e comprensibili, c’è una cosa che più di tutte questo gruppo di cittadini desidera: la chiarezza. Se si guardano, infatti, queste ultime bollette, le informazioni riguardo tali “partite pregresse” sono davvero scarse: Gaia si limita, in linea con le direttive di AEEGSI (l’Agenzia per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico), a informare che tale fatturazione è in corso e così sarà per ben cinque anni, e che per “partite pregresse” si intendono i conguagli relativi a periodi precedenti al trasferimento all’AEEGSI delle funzioni di regolazione e controllo del settore idrico, che si riferiscono in particolare al periodo 2006-2011 e che questi conguagli sono riconosciuti e autorizzati dall’Autorità Idrica Toscana, per un importo totale pari a oltre 7 milioni di euro e per un importo unitario pari a 0.10 euro circa al metro cubo. Cosa significa? Che la fatturazione in questo modo è a norma.

D’altra parte, il fatto che quest’azione sia totalmente autorizzata e riconosciuta lo spiega la stessa società nelle sue “Faq” online, dove tali “partite pregresse” vengono definite  “come un adeguamento tariffario, a seguito delle analisi degli investimenti realizzati, dei costi di gestione, dei mutui pendenti e dei ricavi dello stesso”; da qui – si legge – viene quantificato l’ammontare di tale adeguamento, che serve a riequilibrare i conti rispetto ai costi di gestione, ed è inoltre precisato che questo non ha nulla a che vedere con i consumi fatturati ai singoli utenti in anni precedenti ma si riferisce a conguagli spettanti a Gaia per quel periodo (ossia: il periodo precedente al trasferimento delle competenze all’AEEGSI).

Tutto chiaro? Insomma. L’unica certezza è che Gaia chiede questi soldi per sistemare i propri conti, e che è autorizzata a farlo. Ecco dunque che questa vicenda si mostra come l’ennesimo segno di poca trasparenza da parte di una società che teoricamente dovrebbe gestire un bene pubblico. Da qui, la duplice richiesta dei cittadini – sostenuti anche da Martelloni, consigliere di minoranza presso il Comune di Licciana Nardi – di trasparenza e onestà da parte di Gaia, unico gestore possibile di un bene necessario com’è l’acqua, e di partecipazione “in massa” da parte di tutti i cittadini, perlomeno dei lunigianesi, affinché i rapporti fra utenti e società cambino una volta per tutte.

A tal proposito, saranno probabilmente organizzati incontri pubblici ai quali è chiamata la popolazione tutta nonché i dirigenti Gaia e gli amministratori, locali e regionali. Il Sindaco di Licciana Nardi, Enzo Manenti, chiamato in causa dai cittadini di Monti, pur mantenendo una posizione di mediatore, ha sottolineato come chiarezza e trasparenza siano un diritto dei cittadini. Per questo, comunica di aver preso contatti con i dirigenti Gaia e che probabilmente si potrà svolgere un’assemblea pubblica già la settimana prossima, ovviamente a livello comunale ma aperta a chiunque voglia partecipare.

Più agguerrito è invece il Consigliere Regionale Loris Rossetti, che dopo aver premesso che non si possono scaricare a Gaia tutte le responsabilità in termini di inefficienza, “perché bisogna ricordare che i Comuni sono i soci di maggioranza e che la gestione del sistema idrico è semipubblica”, si schiera totalmente dalla parte del cittadino e assieme a questi evidenzia la perenne mancanza di una trasparenza vera e propria da parte della società. “Si possono capire le esigenze di far quadrare i conti o pareggiare i bilanci ma i vertici hanno il dovere di rispondere al cittadino”, di far sì che ogni utente sia costantemente e chiaramente informato, nonché reso partecipe.

“Mi riferisco alla dirigenza vera e propria, dunque non alla struttura ‘politica’ di Gaia: anzitutto, come agiscono?” – chiede Rossetti – “perché se agiscono come ‘pubblico’, noi tutti dobbiamo cominciare a pensare che la nostra voce debba pesare di più, e magari anche sulle stesse nomine dei vertici; se agiscono a indirizzo pubblico misto privato, è giusto che il cittadino abbia una rappresentanza maggiore (e qui, va da sé, la garanzia dev’essere data anche dagli enti e dalle amministrazioni locali); se invece agiscono come una società privata, non esiste alternativa per i vertici se non rispondere delle proprie colpe o mancanze, anzitutto con una riflessione e una presa di coscienza, che sono ‘dovute’, e se serve anche con le dimissioni. Parlo così perché la sensazione è proprio questa: che il direttore piuttosto che l’amministratore delegato rispondano a logiche d’altra natura e, dopo sette anni, è giusto chiedere con forza, come cittadini e anche come politici, un cambio d’atteggiamento e un maggior rispetto del cittadino”.

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