Montereggio ringrazia Don Antonio Tarzia, giornalista ed editore: "Una presenza gradita alla Festa del Libro"

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Don Antonio Tarzia
La Pro Loco di Montereggio, attraverso una nota stampa, firmata da Giacomo Maucci, ha ritenuto di dover ringraziare per la presenza, e per l’onore di averlo potuto ospitare, Don Antonio Tarzia giornalista, fondatore e direttore della prestigiosa rivista “Jesus”, responsabile per molti anni di “Famiglia Cristiana” e de “Il Giornalino” e Direttore Generale dell’Edizioni San Paolo, la più grande casa editrice europea, nonché presidente del “Centro Culturale Cassiodoro”. La sua presenza in Montereggio ricalca il suo impegno nella valorizzazione del libro e, più in generale, del patrimonio culturale, educativo ed intellettuale italiano.
 
 
 
 
Icona Rappresentante San Paolo
L’icona rappresentante San Paolo donata alla Pro Loco
“Durante la sua presenza ha Montereggio, non ha avuto solo parole di elogio alla bellezza di questo piccolo borgo ma, ha voluto omaggiare, a nome della Casa Editrice di cui è stato Direttore, il Paese dei Librai con il dono di una icona rappresentante San Paolo circondato dai suoi discepoli. Dono che andrà ad impreziosire quel cinquecentesco Cammino delle Maestà che dai castelli malaspiniani di Pozzo e Montereggio giungeva al Santuario della Madonna del Monte.  Interessato osservatore della 12^ Festa del Libro di Montereggio, ha portato un interessante parallelismo tra questa manifestazione, di cui ha apprezzato gli interventi, e la “Feria International de il libro la Habana” svoltasi a Cuba nella scorsa primavera, che ha visto presenti, tra gli altri, le Edizioni dei Paolini di Avana, Portorico e Messico. Per Don Antonio Tarzia l’atmosfera respirata a Montereggio durante la Festa del Libro ricorda la Fiera di Cuba. Due eventi  si riducono semplicemente a qualcosa di commerciale ma, rappresentano un qualcosa di  più alto, una vera e propria festa della conoscenza, della cultura. Un’occasione d’incontro tra la gente comune, autori, uomini di scienza, politici e artisti. Un momento, dove infine le immagini del  “Silent Book” rappresentano un momento di crescita della fantasia, dell’umanità e della liberta dell’uomo come essere umano”.

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