Internet e lavoro: un binomio sempre più stretto

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In questo particolare periodo storico è sotto gli occhi di tutti il contributo indispensabile di internet per il mondo del lavoro. Grazie alla rete, infatti, le aziende hanno potuto continuare a lavorare sfruttando lo smart working. Nello scorso anno il nuovo sistema lavorativo ha conosciuto numeri incredibili. Durante la fase 1, la percentuale di lavoratori “agili” cresce fino al 34% sul totale degli occupati, coinvolgendo circa 7 milioni di lavoratori. Di questi, la maggior parte appartiene al settore privato, mentre circa 2 milioni lavorano nella Pubblica Amministrazione.

Con la progressiva riapertura delle attività produttive, a partire dalla metà di maggio ad oggi, la quota di lavoratori da remoto, si attesta al 24% con 1 milione di smart workers nella Pubblica Amministrazione e 4 milioni nel settore privato. La quota di chi oggi lavora in smart working cresce tra i Millennials (passando da 24% a 27%), al Nord (27% contro il 18% del Centro e il 22% del Sud) e tra le lavoratrici (27% contro il 22% degli uomini).

La propensione allo smart working è più forte nelle aziende più grandi (31% la quota di chi lavora in remoto nelle aziende con oltre 250 dipendenti – contro il 14% di quelle con meno di 50 addetti), nelle multinazionali (dove la quota di chi ad oggi lavora in remoto arriva al 53%) e in ambito pubblico (44%). Nel privato, i settori che contano un maggior numero di smart workers sono Informatica e Telecomunicazioni, dove la quota di telelavoratori sul totale degli occupati si alza fino al 56%.

Nell’anno appena iniziato ci si aspetta una crescita ancor più decisa dello smart working, che porta con sé numerosi vantaggi ma anche regole da rispettare. Lo smart working ha permesso innanzitutto di migliorare il work-life balance, con più tempo libero da impegnare nelle attività domestiche, nella tutela del benessere personale e familiare. Per il 17% il risparmio economico e di tempo generato dal mancato spostamento sono stati i principali vantaggi dello smart working, per un altro 13% i pro risiedono semplicemente nell’avere più tempo libero a disposizione per i propri hobby, da guardare un video su Youtube fino a giocare al gioco preferito come può uno di carte o roulette, oppure trascorrere più tempo con la propria famiglia.

Altri elementi particolarmente apprezzati ricadono nella sfera “manageriale”: maggiore autonomia (14%) e flessibilità (12%) nella gestione dei carichi di lavoro.

Le nuove professioni

Internet ha cambiato il mondo del lavoro perché è stata in grado di creare nuove figure professionali e nuovi posti di lavoro. Pensiamo ad esempio alla figura del Seo Specialist, ossia colui che mette in pratica tutte quelle strategie volte ad aumentare la visibilità di un sito. Infatti, fare SEO vuol dire realizzare contenuti esaustivi ed efficaci, andando a usare le parole chiave (keyword) attraverso le quali vorremmo essere intercettati dai motori di ricerca.

Oppure al content manager, ossia la figura che si occupa della redazione dei contenuti per il web (sito o pagine social che siano). Il vecchio copywriter, tanto per intenderci. Il Community manager è il moderatore delle folle. Spesso questa figura viene associata al Social Media Manager, e in effetti il confine è labile. Il Community Manager si occupa di gestire la vita quotidiana della comunità, moderando il dialogo e favorendo l’engagement e la conversazione. Per semplificare: il SMM è colui che si occupa della strategia, il CM invece è colui che la mette in pratica.

I lavori del futuro

Con questo passo il futuro del lavoro è sempre più rivolto verso la rete. Secondo quanto emerso da uno studio recente nei prossimi anni si dovrebbe avere complessivamente un aumento della richiesta, che dovrebbe portare a tantissime nuove assunzioni. Si stima che la richiesta oscillerà tra i 2.5 milioni ed i 3.2 milioni di lavoratori, che andranno ad occupare diverse tipologie di posizioni lavorative.

Si avrà un notevole incremento di richiesta per quanto riguarda i nuovi profili professionali. Tra questi spiccano le figure del manager di e-commerce, del social media manager e dell’esperto di cybersecurity. Il commercio si svolge oggi per gran parte online e le migliori aziende non possono fare a meno di avere un e-commerce.

L’importanza della presenza in rete crescerà di anno in anno, rendendo indispensabile affidarsi ad un social media manager per la gestione della reputazione online. Anche la sicurezza informatica sarà un ambito in cui ci sarà un notevole aumento della richiesta di professionisti specializzati.

La richiesta di lavoratori aumenterà comunque anche in alcuni ambiti professionali tradizionali. Il settore del turismo, ad esempio, è elencato tra quelli che godranno di una crescita maggiore. La popolazione si sposterà sempre con maggior facilità e saranno richiesti esperti nel settore turistico per soddisfare i bisogni dei viaggiatori.

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