La focaccetta di Aulla e il fagiolo di Bigliolo diventano prodotti di Denominazione Comunale d’origine

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focaccette di aulla e fagiolo di bigliolo

Un progetto importante, lanciato dal vicesindaco e assessore al Turismo Roberto Cipriani con la collaborazione dell’assessore all’Agricoltura Giada Moretti e della Commissione costituita dallo storico prof. Riccardo Boggi, dallo chef Rolando Paganini e dal delegato Piero Trivelli, per istituire un marchio di garanzia generato per valorizzare e promuovere i prodotti esclusivi del comprensorio comunale, cioè nati e confezionati in uno specifico territorio.

La Giunta, dopo aver approvato l’istituzione della Denominazione Comunale il 30 settembre scorso, ha deliberato l’entrata nel registro ufficiale della De.Co. dei due prodotti del Comune di Aulla per eccellenza, la Focaccetta Aullese e il Fagiolo di Bigliolo,  che racchiudono storia e tradizione della nostra terra. Due prodotti simbolo di appartenenza a precisi confini che potranno essere fregiati, nella loro commercializzazione, con un logo di promozione che li rappresenterà sul mercato e nella pubblicità territoriale, nazionale e internazionale.

La gestione dell’impiego del marchio avviene tramite appositi regolamenti, disciplinari e uno specifico registro comunale dei produttori. Per poter utilizzare il marchio, infatti, i produttori potranno fare richiesta al Comune compilando i dati sulla produzione della focaccetta o del fagiolo. Il suo utilizzo verrà concesso se la filiera di produzione sarà conforme alle disposizioni dettate dai rispettivi disciplinari.

Il principio dell’istituzione della De.Co non è solo quello di dichiarare ufficialmente l’appartenenza di un prodotto al territorio, ma anche quello di farlo conoscere in modo diffuso, affinché si possa sviluppare una nuova attrazione e promozione basata su queste eccellenze gastronomiche uniche nel loro genere. Questo marchio, infatti, è garanzia di qualità, di sicurezza e indice di un grande lavoro e sacrificio della comunità locale che devono essere premiati e valorizzati dall’amministrazione.

“Come assessore al Turismo – commenta Roberto Cipriani – sono particolarmente felice e soddisfatto che il percorso della De.Co, che era stata da me fortemente voluta, è arrivato a suo compimento. Rappresenta la volontà e la possibilità di valorizzare le eccellenze presenti e di dare forza maggiore al territorio e ai nostri prodotti a livello regionale e nazionale. E’ anche un importante messaggio a livello del mercato globale. La Lunigiana ha grandi potenzialità, ancora in parte inespresse, che potrebbero fare da volano per un turismo diffuso, premiando l’ospitalità e la ristorazione che, insieme alle bellezze storico-culturali, sono un punto di forza, sviluppando così un turismo integrato che racchiude qualsiasi aspetto, compreso quello dell’agricoltura contadina. Con quest’azione ci andiamo a inserire tra le 400 specialità italiane insieme al panettone di Milano e alla cipolla Borretana, mentre in Lunigiana ci fa compagnia il panigaccio di Podenzana. L’entrata del nostro Comune nel MabUnesco – Parco Appennino Tosco Emiliano, inoltre, ci darà una possibilità in più, in quanto molti sono i progetti che dedicati alle eccellenze enogastronomiche dei territori. Nel 2021, nella speranza che sia un anno migliore dal punto di vista dell’emergenza sanitaria e, di conseguenza dal punto di vista turistico, vedremo i primi risultati di questo marchio. Valorizzando la nostra identità attraverso i nostri prodotti e con il fitto calendario primaverile organizzato con Sigeric e le Pro Loco, siamo sulla strada giusta. Ovviamente, non posso che ringraziare i componenti della commissione tutta, la Giunta e soprattutto il Sindaco, che sin da subito si è mostrato favorevole allo sviluppo del progetto.”

Aggiunge l’assessore all’Agricoltura Giada Moretti : “Sono contenta che finalmente siamo riusciti a lanciare un messaggio importante a livello regionale e non solo, cioè quello del valore e dell’appartenenza di questi prodotti al nostro territorio. Un territorio speciale, che produce il primo miele DOP italiano e l’olio IGP delle colline della Lunigiana, ma che si distingue anche per altre eccellenze che, se anche non possono fregiarsi di questi marchi più pregiati, possono finalmente avere un riconoscimento comunque ufficiale che può essere utile alla loro promozione e diffusione.”

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