Uil: sette lavoratori positivi al Monoblocco di Carrara

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Claudio Salvadori

“Un cluster con sette persone infette ai poliambulatori Sicari di Carrara (al Monoblocco). Ed è stato scoperto solo grazie al senso di responsabilità degli operatori che dopo aver atteso 15 giorni il tampone da parte dell’Usl Toscana nord ovest, inutilmente, hanno deciso di farlo da privati e hanno scoperto la verità: in 7 sono positivi. E’ solo grazie alla loro dedizione che si è evitato un disastro, di contagiare i pazienti che dovevano essere operati”. E’ lo sfogo di Claudio Salvadori, segretario Uil Fpl di Massa Carrara, informato dai lavoratori nelle ultime ore di quanto accaduto nell’unità operativa complessa di Carrara.

“Un fatto estremamente grave che mette in discussione la tutela della salute degli operatori da parte della nostra azienda sanitaria. La dermatologia effettua numerosi interventi chirurgici a settimana nelle sale operatorie della polichirurgia ambulatoriale, lavorando su 4 giorni: per due giorni occupa due sale, per altri due giorni una sala unica. A ogni modo il personale dei turni varia dai 2 ai 4 infermieri a cui si aggiungono i colleghi della polichirurgia quando manca qualcuno dei titolari di ruolo.

Non solo – prosegue il segretario Uil Fpl – lo spogliatoio è sempre in condivisione con il personale di tutte le sale operatorie e gli stessi ambienti sono frequentati dagli Operatori socio sanitari (Oss). Quindici giorni fa si era verificato il primo caso di positività di un’infermiera e i colleghi si sono attenuti al protocollo dal primo momento inviando la segnalazione alla medicina preventiva. Da allora, però, il silenzio. Il personale, con profondo spirito di sacrificio e dedizione, e anche con un pizzico di paura visto che qualcun altro iniziava a manifestare sintomi, ha deciso di fare il tampone da laboratori privati: una vera ironia. Dipendenti pubblici costretti a ricorrere al privato. E 5 su 6 della chirurgia polispecialistica sono risultati positivi, a cui si è aggiunto un settimo della dermatologia. Tutte schede segnalate all’Asl che ha risposto così: il rischio di contagio è basso. Rifiutando di fatto di fare un tampone di controllo.

Ci preme sottolineare che diversi lavoratori dell’Ospedale Apuane non ricevono tamponi o controlli sierologici da marzo, mentre in Versilia vengono fatti regolarmente. Insomma, in un momento in cui l’azienda cerca di reperire personale infermieristico e Oss per affrontare l’emergenza è un’altra contraddizione unica non prendere tutte le precauzioni possibili per far sì che chi è in servizio non si ammali e sia poi assente per lunghi periodi”.

Per Salvadori si tratta di un “vero e proprio cluster e sarebbe opportuno effettuare un tampone a tutti al fine di tutelare la salute dei dipendenti e di prevenire o bloccare la diffusione del virus. Un atteggiamento che non è deontologico, contrario al ruolo che è proprio di un’azienda sanitaria pubblica. Chiediamo risposte all’Asl e di cambiare completamente strategia perché in questo modo rischia di creare un focolaio di contagio proprio all’interno delle strutture sanitarie, dove i pazienti devono essere curati e salvati”.

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