Anche ARCI aderisce alla mobilitazione del 24 Ottobre in difesa delle Alpi Apuane

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Il Comitato Provinciale ARCI Massa Carrara aderisce alla giornata di mobilitazione in difesa delle Apuane indetta per il 24 di ottobre prossimo.

Fermare la devastazione crediamo sia il motto più appropriato per rappresentare quello che sta accadendo da decenni sulle nostre montagne, sia all’interno delle aree protette che fuori. Mentre poche famiglie si sono impossessate dei nostri versanti, di montagne ricche di valori ambientali unici e di acqua, la comunità Apuana è stata espropriata del bene comune più importante: il proprio territorio”. A dirlo, in un comunicato è direttamente ARCI.

“Un territorio fatto di relazioni sociali, di donne e di uomini, di lavoratori e lavoratrici che pagano sulla propria pelle questo esproprio. Un territorio che diventa fragile sotto la scure della devastazione che non è solo ambientale, ma anche sociale, perché la cultura capitalista di sfruttamento del territorio marca la sua impronta di massimo profitto come unico obiettivo, incurante di tutto il resto. Così vediamo come la crisi climatica, così come la crisi sociale non colpisca tutte e tutti allo stesso modo: chi ha possibilità economiche si può permettere di limitare agevolmente gli effetti del cambiamento climatico nella propria esistenza, basta pensare alla scarsità della risorsa idrica nelle varie parti del mondo; chi invece fatica ad arrivare alla fine del mese è il primo a pagare, con la propria precarietà lavorativa e la propria salute, gli effetti nefasti di un sistema che non fa prigionieri, nega diritti e crea nuove schiavitù”.

“Queste persone sono da sempre al centro delle attività dei circoli ARCI che promuovono politiche della cura universale sociale e culturale con lo sguardo rivolto verso una società egualitaria che cambi lo status delle cose volte ad imporre ricette marginalizzanti.
Stare al fianco di queste persone è il nostro agire, filo sottile ma forte, ed è legame e segnale di comunità inclusive e solidali. Abbiamo deciso di aderire alla giornata di mobilitazione del 24 ottobre, in quanto, seppur consapevoli che la trasformazione ambientale ed economica che auspichiamo per le nostre montagne non sia dietro l’angolo, siamo certi che è ormai inderogabile iniziare un percorso che metta al centro la cura per l’ambiente inteso come vita, in tutte le sue molteplici forme, insieme allo sviluppo di pratiche sociali e culturali tese a ribaltare i rapporti di forza che dominano il nostro territorio che hanno costruito una situazione fallimentare quotidianamente sotto il nostro sguardo: dal crescente ed insostenibile disagio giovanile nutrito dalla mancanza di spazi fisici di aggregazione, allo spopolamento dei paesi; dal costo dell’acqua che dovrebbe essere gratuita allo scempio di una sanità pubblica divenuta azienda e, stretta fra privatizzazione e appalti esterni, mostra le sue contraddizioni in un territorio ai primi posti per incidenza dei tumori”.

“Abbiamo chiaro – conclude ARCI – che in qualche modo e in qualche momento occorra pure cominciare: il 24 potrebbe essere un buon inizio”.

In foto: Raika Schiesaro coordinatrice gruppo Beni Comuni per arci Massa Carrara e Adriana Riccardi, presidente dell’ associazione a livello provinciale.

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