Assegnato a don Roberto Turini il premio “Giovanni Nuvoletti” dell’accademia italiana della cucina

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Il prestigioso premio “Giovanni Nuvoletti” che l’Accademia Italiana della Cucina riserva a chi abbia contribuito in modo significativo alla conoscenza e valorizzazione della buona tavola tradizionale del proprio territorio è stato assegnato dal Consiglio di Presidenza Nazionale a don Roberto Turini e la pregevole opera grafica “ad personam” è stata consegnata nel corso della cena ecumenica dello scorso 15 ottobre, presso l’agriturismo La Selva di Aulla.

Alla serata hanno partecipato i soci della delegazione della Lunigiana con il delegato avv. Ezio Tomellini, la simposiarca dott.ssa Ragna Engelbergs, il consigliere regionale Giacomo Bugliani e rappresentanti delle delegazioni Versilia Storica e Carpi. La candidatura di don Roberto è stata avanzata da Ragna Engelbergs per conto della delegazione lunigianese con la seguente motivazione: “Don Roberto Turini, parroco delle Comunità di Quercia, Olivola e Piano di Collecchia si è distinto per la sua laboriosa attività di sacerdote dedicata alla cura della fede dei suoi parrocchiani e quale lungimirante promotore della cultura gastronomica del territorio. Alla fine degli anni sessanta anche la Lunigiana, come gran parte dell’Italia rurale, ha subito, in seguito al boom economico, l’abbandono delle campagne e un progressivo rifiuto delle tradizioni e consuetudini, percepite ormai come ricordi di un passato difficile di povertà. Don Roberto, attento osservatore, ha notato tempestivamente questi profondi mutamenti. Convinto del valore importante della tradizione come elemento identitario del patrimonio locale da salvaguardare e tramandare, ha fondato, la prima sagra in Lunigiana, in un momento in cui la frugale cucina contadina era in pericolo di cadere in disuso. Tra gli antichi mangiari fatti in casa ha scelto di dedicare la sagra alla focaccetta, un cibo caratteristico, un antico pane tipico della Lunigiana e del territorio di Aulla in particolare, una terra avara di grano dove il pane ha sempre avuto una sua propria sacralità”.

La prima “Sagra della Focaccetta a lume di candela” nel caratteristico borgo rurale di Vaccareccia, in occasione della festa di San Michele il 29 settembre 1969, è stata una assoluta novità ed è stata subito un successo; dal modesto inizio quale festa parrocchiale per coinvolgere di più i fedeli nella vita della comunità la “Sagra della Focaccetta a lume di candela” è oggi un immancabile appuntamento gastronomico. Don Roberto è stato un vero precursore del recupero di piatti antichi e prodotti tipici del territorio , ma anche della valorizzazione dei prodotti dell’agricoltura: sulle sue orme sono nate un po’ in tutta la Lunigiana, numerose sagre, feste e fiere, diventate appuntamenti fissi del calendario degli eventi in Lunigiana che promuovono il territorio ed il suo ricco patrimonio culturale nei migliori dei modi. Ma la focaccetta per don Roberto è stata il pretesto per tenere unita la comunità a lui affidata, per organizzare intensi momenti di vita comunitaria, sia attraverso gli incontri con gli artisti (la chiesa di don Roberto ha accolto, unica nel territorio, importati opere donate da artisti contemporanei di fama nazionale), sia quelli con i bambini e gli anziani radunati attorno alla calza della Befana più lunga del mondo ed anche con decine di altre iniziative che hanno sempre avuto come filo conduttore l’impronta di un sacerdote che onora la sua missione.

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