Tratti tombati, il Consorzio replica ai tre consiglieri consortili: “Problema vero, ma la loro proposta è fuorviante e illegittima”

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Sul tema della riapertura dei tratti tombati, i consiglieri consortili Angelini, Bertola e Casali pongono l’attenzione su una questione importante per la sicurezza idraulica del territorio; ma lo fanno con una proposta palesemente fuorviante, dimostrando una scarsa conoscenza della legislazione vigente.

Questa, in estrema sintesi, la risposta della direzione del Consorzio 1 Toscana Nord, all’ultimo intervento sulla stampa da parte dei consiglieri consortili del gruppo “Insieme per il territorio”. “Angelini, Bertola e Casali propongono di destinare una quota del bilancio consortile per la riapertura dei tratti tombati dei fossi – evidenzia una nota ufficiale della direzione del Consorzio – Certo, il tema posto è sicuramente importante: perché molto spesso la mancata cura dei tratti chiusi dei fossi è la ragione prima di allagamenti e straripamenti. La proposta da loro posta, però, è del tutto fuorviante e non ricevibile. Perché, come anche loro dovrebbero ben sapere, in quanto amministratori di lungo corso, la legislazione vigente prevede che la manutenzione di tali tratti sia a carico dei proprietari della tombatura stessa: lo storno su questa attività delle risorse consortili, che provengono quindi dal contributo di bonifica richiesto ai cittadini, sarebbe di conseguenza a tutti gli effetti illegittimo”.

“Purtroppo, tutte le questioni complicate (e la manutenzione dei tratti tombati lo è) – prosegue la nota della direzione del Consorzio – non si risolvono con proposte semplicistiche. A conferma della competenza dei proprietari, la Regione Toscana ha approvato bandi per finanziare i Comuni: e il progetto pilota, partito a Filettole nel comune di Vecchiano (a cui pure il Consorzio sta collaborando), ne è un esempio. Certo, forse sarebbe il caso di prevedere una modifica legislativa sulla questione: ma per far questo, i tre consiglieri dovrebbero appellarsi al legislatore nazionale e regionale; e non al Consorzio, braccio operativo sul territorio, che ha il compito esclusivo di attuare quanto il legislatore prevede”.

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