Figaia (Cisl), Piano Cave regionale: “Calano i monti e l’occupazione. Quale confronto c’è stato?”

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Andrea FIgaia CISL

“La recente approvazione del Piano Cave regionale, i Piani attuativi dei bacini marmiferi, il regolamento comunale sugli agri marmiferi, rappresentano un punto di arrivo, in termini normativi, della panificazione amministrativa in materia marmo, ai vari livelli. Da, o meglio, dopo decenni”. A dichiararlo è Andrea Figaia segretario della Cisl Toscana Nord.

“Il consiglio regionale della Toscana – prosegue – ha sdoganato quanto di sua competenza. Dopo la legge 35 la Regione incassa un bel canone finanziario, figlio della incapacità del territorio di risolvere i suoi problemi. Inizialmente venne fatto tutto un lavoro di concertazione a Firenze che portò, però, solo, ad una discussione approfondita, diciamo preliminare. Parteciparono a questi tavoli anche soggetti che pur assistiti dalle varie associazioni, di fatto, hanno evidenziato con la loro presenza un clamoroso conflitto di interessi. L’escavazione, infatti, non è una attività imprenditoriale classica. Sfrutta beni comuni, montagne, ha una ricaduta sociale limitata rispetto al danno ambientale enorme che produce. Ormai è attività mineraria.

Se il ‘pubblico’ non vuole o non ha la capacità di calmierare i vari interessi in gioco, finisce, poi, fatalmente, quanto è avvenuto: zitti zitti, post Covid, il Regolamento regionale abbassa al 10% la percentuale della frantumazione possibile dell’escavato. Era il 30%. Alla faccia poi della sbandierata concertazione con le forze sindacali. Di sicuro non con la Cisl.

A livello comunale, a Carrara, dopo una iniziale fase di confronto ‘alto’, addirittura con l’università di Pisa, il Comune si è poi sottratto al confronto. Praticamente non si avevano più notizie dei Pabe dalla fine della scorsa estate. Delle due l’una: se da parte comunale si ritiene la controparte imprenditoriale affidabile e si inizia un percorso di confronto nel merito (e tutti sappiamo quanto sia importante anche il cosiddetto ‘pelo nell’uovo’ su queste faccende, al monte) allora dall’altra parte si deve almeno dichiarare di rinunciare ai ricorsi, oppure, si tira dritto, ma, allora, sarebbe buona cosa capire cosa è rimasto nei prodotti finali approvati a porte chiuse dal consiglio comunale, a causa del Covid. Nel mentre si sente in giro un gran rumoreggiare di carte bollate, i monti calano, l’occupazione anche, il bacino del Sagro ‘fivizzanese’ diventerà `solo’ un distretto minerario del carbonato di calcio – conclude Figaia – allora mi domando che confronto, ai vari livelli, sia stato. Appunto. Immagino, con ampi margini di cordialità informale, a partire dalla Regione”.

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