In Lunigiana occorre fare turismo responsabilmente, la richiesta di “Lunigiana Viva”

0
413

Riceviamo e Pubblichiamo da parte di Anastasia Biancardi:

Sono giornalista, presidente dell’Associazione “Lunigiana Viva” che ha inaugurato, cinque anni fa, il Campionato Fotografico – Lunigiana dalla A alla Z per promuovere le bellezze lunigianesi e le attività del territorio, la mia famiglia svolge attività agrituristica da almeno 16 anni e ho avuto la fortuna di praticare il servizio civile presso Legambiente. Quindi, quando parlo di turismo responsabile, lo faccio con cognizione di ciò che sto affermando.

Ho fatto un’osservazione importante sui social: facciamo turismo responsabile, non facciamo turismo incontrollato. “Critica”, secondo me, costruttiva che sembra aver fatto muovere qualcosa in questo periodo di punta per i nostri torrenti. In tutti questi anni ho sempre sostenuto che le bellezze naturalistiche e le bontà gastronomiche, legate a tradizioni antiche, potessero essere la carta vincente per rilanciare la Lunigiana e, finalmente, renderla produttiva evitando, così, lo spopolamento graduale.

Ora, grazie ad alcune associazioni, anche la Lunigiana sta iniziando ad alzare la testa, ma questo modo di pubblicizzare tutti i torrenti incontaminati senza un controllo organizzato rischia di farci del male. Non si può pensare di pubblicizzare un territorio senza essere preparati a ricevere le persone che verranno. Mancano i servizi essenziali (ci sono 7 cantieri sull’autocisa, abbiamo 4 ponti chiusi, la strada del Lagastrello sta franando, non ci sono adeguate corse per gli spostamenti, ecc…) e, soprattutto, manca una gestione pensata di questi punti di interesse. Tante volte i sentieri non sono tracciati o sono pericolosi, non ci sono istruzioni per come affrontare i percorsi, spesso l’inciviltà delle persone ci restituisce delle discariche a cielo aperto, grigliate e camping in aree non attrezzate.

Bene fare turismo in Lunigiana, assolutamente, ma farlo con la testa è importante: scegliere dei siti dove si possono attivare i controlli, creare navette anche a pagamento (2-3 euro) per poter ripagare il servizio di pulizia e sistemazione dei sentieri. Totalmente nocivo fare pubblicità a una terra nella speranza che, un giorno, quando ci sarà la volontà e soprattutto ci saranno i soldi, qualcuno pensi anche ai servizi, lasciandola, nel frattempo, in balia del buon senso delle persone (che sappiamo essere raro). Sì, alle visite con guide specializzate che posano garantire un turismo di eccellenza in totale sicurezza per il turista e per l’ambiente.

Finalmente possiamo pensarci, visto anche il nuovo ambito turistico, come una cosa sola, come Lunigiana. E allora iniziamo con serietà e determinazione a individuare quali possono essere i nostri punti di forza e facciamo sì che possano funzionare sul serio per il benessere di tutto il territorio, perché a volte le buone intenzioni non bastano, servono i fatti.

Sostieni Eco della Lunigiana

Uno dei nostri obiettivi è garantire un’informazione di qualità online. Con il tuo contributo potremo continuare a mantenere il sito di Eco della Lunigiana libero e accessibile a tutti.