Ponte Zambeccari: dopo la perizia il comune chiede il parziale dissequestro e l’opposizione di riferire in consiglio comunale

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Dopo la chiusura del ponte Zambeccari l’amministrazione fa sapere sulla pagina Facebook ufficiale che: “Il Comune di Pontremoli informa che nella giornata di ieri Vega Engineering srl – nell’ambito dell’incarico conferito per la predisposizione della Valutazione della Sicurezza, Analisi di Transitabilità e Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica degli Interventi di Ripristino e Consolidamento delle Strutture del Ponte Zambeccari – ha depositato le risultanze definitive della Valutazione della Sicurezza e delle Analisi di Transitabilità.
Le stesse, redatte in assoluta conformità alle Linee Guida per la classificazione e Gestione del Rischio, La valutazione della Sicurezza ed il Monitoraggio dei Ponti Esistenti (recentemente approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici), prendendo peraltro sempre a riferimento gli indicatori di massima prudenzialità possibile, hanno confermato che le strutture del ponte non risultano al momento completamente rispondenti ai parametri richiesti oggi dalle Norme Tecniche per le Costruzioni. La fase relativa la progettazione e realizzazione degli interventi strutturali necessari affinchè il Ponte Zambeccari possa essere definito adeguato alle richiamate normative (interventi che saranno più precisamente indicati da Vega nella terza fase d’incarico, comunque inerenti in misura diversa i marciapiedi, l’impalcato ed i piedritti) prevede la possibilità di un utilizzo limitato della struttura, il cui rispetto consente di garantire la transitabilità del ponte con un livello adeguato di sicurezza, tenendo conto di schemi di carico “reali”:

-utilizzo della sola carreggiata stradale, la quale potrà ospitare un’unica corsia nella parte centrale dell’impalcato (per un massimo di 2.75 m. e predisponendo la necessaria segnaletica di senso unico alternato) con transito consentito a veicoli con pieno carico non superiore a 7.5 t.;
marciapiedi interdetti all’utilizzo e uso sostitutivo per il transito pedonale sulle due fasce marginali dell’attuale carreggiata stradale;
-installazione di un sistema di monitoraggio strumentale continuo della struttura stessa.

In ragione di tali risultanze definitive, sempre nella giornata di ieri, è stato nuovamente chiesto all’Autorità Giudiziaria – stanti anche i molteplici disagi/danni derivanti dalla chiusura del ponte – di disporre, quanto prima possibile, il parziale dissequestro nelle modalità, nei limiti e per i tempi di cui alle valutazioni effettuate ed in conformità alle norme di riferimento”.

All’amministrazione comunale fa eco sempre tramite Facebook il consigliere comunale di minoranza Francesco Mazzoni, che scrive: “La perizia della società incaricata dall’Amministrazione comunale conferma ciò che noi pensavamo e dicevamo in consiglio comunale almeno dal 2013: il Ponte non sta bene e, in ogni caso, non potrà essere utilizzato come lo era fino ai primi mesi del 2020.
Poi si discuterà se siano pericolosi soltanto i marciapiedi o anche altre parti, ma certo è che su quel ponte non potranno tornare a essere aperte le due corsie per i veicoli e i due marciapiedi senza prima eseguire interventi di messa in sicurezza.

La domanda è: perché l’Amministrazione comunale è arrivata fino al punto di farsi sequestrare il ponte dalla Magistratura?
Sarebbe bastato fare i controlli quando noi abbiamo segnalato la situazione in consiglio comunale e subito dopo realizzare gli interventi necessari.
Ricordo bene che a quella prima interrogazione avevamo allegato le fotografie dei marciapiedi con i ferri a vista.
Perché di fronte all’evidenza il sindaco e l’amministrazione non sono intervenuti quando era il momento?
Se un ponte è a rischio l’Amministrazione deve intervenire prima che il pericolo aumenti fino al punto di imporre la chiusura, perché la manutenzione di strade e ponti è il primo compito di un Comune.
Se il Comune fosse intervenuto quando era il momento, residenti e commercianti non avrebbero subìto i danni e i disagi che stanno vivendo e che speriamo finiscano prestissimo.
Perché non lo hanno fatto?
I soldi c’erano, ma al sindaco e all’amministrazione interessavano di più gli asfalti elettorali.
Ricordate che nel 2016 la città era tutta un cantiere?
Addirittura è stato rifatto l’asfalto anche sul Ponte Zambeccari.
Però non si voleva vedere che quel ponte era in pericolo.

Il problema è sempre il solito.
Primo: il Comune viene gestito come se fosse casa propria, sperando che poi qualcuno metta a posto le cose. Ma il Comune non è una cosa privata, è un’Amministrazione Pubblica.
Secondo: nel 2016 gli asfalti elettorali contavano più del Ponte Zambeccari.
Se qualche cittadino ha dei dubbi o vuole approfondire noi siamo a completa disposizione.
Ho apprezzato molto una persona che venerdì sera mi ha telefonato e mi ha chiesto: Francesco, ma è vero che l’hai sequestrato tu il ponte? É stata l’occasione per raccontarle i fatti. Mi piacerebbe organizzare un’assemblea pubblica, nei prossimi giorni, per parlarne con tutte le persone che vorranno partecipare.
Vedremo se sarà possibile organizzare in sicurezza un incontro fra i consiglieri di minoranza e i cittadini.
Spero che il Presidente del Consiglio Comunale e il Sindaco convochino immediatamente il Consiglio per parlare della perizia, ragionare sull’immediato futuro e trovare soluzioni”.

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