Sciopero Cup: oggi manifestazione ad Aulla

La Cisl FP chiede interventi dalla regione per fare chiarezza sul futuro di operatori e operatrici

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Immagine di repertorio

Prosegue lo sciopero dei Cup oggi in Lunigiana, ad Aulla dove in piazza Gramsci si sono ritrovati operatrici e operatori con la partecipazione della sindaca di Filattiera Annalisa Folloni in rappresentanza dell’Unione dei Comuni, il presidente della Società della Salute Riccardo Varese, il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti, il sindaco di Tresana Matteo Mastrini, il vice sindaco di Aulla Roberto Cipriani, i quali hanno manifestato vicinanza e solidarietà verso le operatrici e gli operatori che oggi vedono a rischio il loro salario.

“Ribadiamo – spiega Enzo Mastorci segretario della Cisl FP Toscana – che sono tutti/e dipendenti part time che svolgono un enorme plus orario al di fuori del proprio contratto di lavoro e necessario per far funzionare i servizi. La vertenza è sul livello regionale poiché chi si è aggiudicato la gara (Consorzio Nazionale Servizi) è sordo alle istanze richieste dalle organizzazioni sindacali e anche della Regione, che deve necessariamente stringere all’angolo il Consorzio e le consorziate.
Il problema occupazionale e di servizi nasce perche le ore (2.633) garantite dalla Asl raggiungono a mala pena il 70% delle ore lavorate dagli operatori, quindi il restante 30% indebolirà gli stipendi e i servizi.
Le belle parole di solidarietà e vicinanza della Regione e del governatore Enrico Rossi purtroppo si sono tradotte in una delibera della giunta regionale n. 852 del 6 luglio 2020) in cui si da mandato ad Estar (Ente di supporto tecnico-amministrativo regionale) di assumere personale a supporto dei Cup per abbattere il gap tra prescrizioni mediche e prenotazioni.
Ribadiamo che il problema non è nei Cup perché successivamente il gap si sposterà tra il prenotato e la prestazione.

Non è chiaro se queste assunzioni siano dirette con tempi determinati o lavoro interinale,
Per i nuovi assunti si prevede una strada in discesa (contratto sanità pubblica e rapporto diretto), mentre gli operatori in servizio da 20 anni restano in mercé delle cooperative, di Sintesi e del consorzio CNS. Tutto questo ci pare inverosimile e inaccettabile.
Nell’area della Asl Nordovest c’è un ulteriore paradosso perché per metà ci sono dipendenti diretti (Area Pisana e Versilia ) e per l’altra metà con servizio in appalto (Massa, Livorno e in parte Lucca ). L’internalizzazione dei dipendenti avrebbe un costo di poco superiore ai 3 milioni annui considerando 108 operatori con 28 ore e attorno ai 4 milioni di euro se portati finalmente a tempo pieno. Oggi ci risulta che la Asl spenda di più. Perché ? Sappiamo che ci sono vincoli normativi – conclude Mastorci – e rispetto a questo chiediamo un percorso di stabilizzazione poiché operatrici e operatori hanno sviluppato la loro professionalità e accresciuto le competenze con disposizioni direttamente impartite dalla Asl stessa”.

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