Da Massa la turbina più potente ed efficiente al mondo

Rossi: “La Toscana è anche questo”

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“Missione compiuta”, esordisce il presidente Enrico Rossi. “Esempio virtuoso, per tutta l’Italia, di gioco di squadra tra pubblico e privato” choisa, a nome dell’azienda, il presidente Stangarone. “Esempio anche – rammenta il sottosegretario Manzella – della grande qualità di un intero ecosistema, della nostra manifattura e dell’indotto, delle nostre università e dei nostri centri di ricerca, saputi valorizzare dal capitale straniero”.

Sotto le Apuane, non troppo lontano dal mare, la collaborazione tra Regione e Baker Hughes – ovvero Nuovo Pignone – festeggia oggi un nuovo risultato: il collaudo negli stabilimenti di Massa di una turbina a gas innovativa, la più potente ed efficiente della sua classe, e che emette in atmosfera il 40 per cento in meno di ossido di azoto rispetto ai concorrenti. Un prodotto d’avanguardia e all’insegna della maggiore sostenibilità. “Perché la transizione ecologica di cui parla anche l’Europa si risolve pure sviluppando nuove tecnologie e turbine più evolute” ricorda Rossi.

E non solo la turbina è stata sviluppata e realizzata in Toscana (che già è un bel traguardo), anche grazie a finanziamenti pubblici: della Regione (attraverso i fondi europei) e del Ministero allo sviluppo economico. Il baricentro delle produzione rimarrà infatti anche in futuro a Massa. Lo annuncia il presidente della Nuovo Pignone, Michele Stangarone Ed è davvero una buona notizia, in termini occupazionali e per l’investimento sul know how di uno stabilimento che diventa cuore produttivo di una eccellenza. “E’ un esempio – sottolinea ancora il presidente Rossi – di come la Toscana non esporti solo moda, che pure è importante, e non sia solo la terra delle bellezze artistiche, culturali o di un paesaggio che incanta, ma si fa apprezzare anche per la ricerca e per le industrie all’avanguardia”.

Dieci anni nello stabilimento di Massa, attivo dal 1939, si facevano riparazioni alle macchine utilizzate dalla Snam. Oggi è il secondo hub per manutenzione di turbine e centro di eccellenza di produzione. Un’evoluzione che in pochi si sarebbero immaginata nel 2010.

Il modello toscano di attrazione degli investimenti fa scuola
L’ecosistema al cui interno è nato il progetto della nuova turbina (67 megawatt di potenza prodotta: l’equivalente, fanno un paragone i tecnici, del fabbisogno energetico di una città proprio come Massa) è quello del programma di ricerca e sviluppo Galileo. Nel 2016 Ministero, Regione e Gruppo GE Oil&Gas hanno sottoscritto un protocollo d’intesa, poi trasformato nel 2017 in accordo di programma. Ma l’istantanea racconta anche quel disegno più ampio che nell’ultimo decennio ha permesso alla Toscana di attrarre grandi investimenti dall’estero, dedicando un ufficio apposito della Regione, direttamente alle dipendenze della presidenza della giunta, alla cura della relazioni con gli investitori. Un modello per il sottosegretaro Manzella da prendere come esempio per tutta Italia.

Quello di oggi – commenta Rossi – è il risultato di uno dei principali programmi di R&S industriale attuati nel Paese negli ultimi anni. Siamo di fronte a un grande successo industriale della Toscana e dell’Italia”. “Con il programma Galileo – spiega – sono stati attivati quattro progetti per 185 milioni di investimenti, sostenuti da 37 milioni di incentivi del Mise e da 22,2 milioni di fondi europei messi a disposizione dalla Regione”. “Ma la collaborazione con Baker Hughes – prosegue – si sviluppa davvero su più fronti: dalla ricerca e sviluppo, in collaborazione con il sistema universitario e Pmi locali, a laboratori congiunti e sperimentali come quello di Sestalab sull’Amiata, da interventi formativi che hanno riguardato le piccole e medie imprese dell’indotto agli investimenti produttivi negli stabilimenti di Firenze e Massa Carrara, fino a piattaforme logistico-industriali come quelle nel cantiere di Avenza, sempre in provincia di Massa Carrara”. “Una collaborazione tra pubblico e privato – conclude il presidente – che ha dato ottimi frutti, a vantaggio di tutto il sistema economico toscano”.

Russo il primo cliente della nuova turbina
Rossi ha visitato oggi assieme al sottosegretario Gian Paolo Manzella e con il presidente della provincia e i sindaci di Massa e Carrara, accompagnato dal presidente di Nuovo Pignone e vice presidente di Baker hughes Michele Stangarone, gli stabilimenti dove è stato completato il collaudo della turbina, derivata dal più potente motore d’aereo al mondo, il GE 90 (quello usato sui Boeing 777), sviluppata da Baker Hughes con la collaborazione di GE Aviation in Italia e già scelta da un primo cliente internazionale: la russa Novatek, che la destinerà al nuovo impianto di gas liquefatto del progetto Arctic LNG-2. Lì diventerà il cuore di una specie di ‘grande frigorifero’, per abbassare la temperatura e liquefare appunto il metano rendendo più economico il suo trasporto. Ma grazie alla sua reattività e il peso ridotto (appena 17 tonnellate, un sesto delle rivali) che ne facilitano smontaggio a moduli e manutenzione (nelle officine di Massa), potrà essere utilizzata anche in coppia in impianti ad energia rinnovabile.

L’accordo con la Regione nel 2017
Baker Hughes lavora per clienti dell’energia e dell’industria in tutto il mondo, con operazioni in oltre 120 paesi e un secolo di esperienza alle spalle ed è un pezzo importante dell’economia regionale. Solo in Toscana l’azienda genera un valore pari al 4,6 per cento del Pil e dà lavoro – sulla base di uno studio di Irpet, l’istituto di programmazione economica della Regione – a circa 36 mila persone tra dipendenti diretti e indotto (54 mila su scala nazionale). Gli addetti nello stabilimento di Massa sono trecento, circa altri quattromila a Firenze: molti ingegneri e tecnici specializzati.

Nell’accordo di programma firmato con la Regione a febbraio del 2017 diverse sono le ricadute territoriali e gli impegni previsti dal programma Galileo nei successivi cinque anni, fino al 2022: 60 posti di lavoro a tempo indeterminato, 8 milioni di euro di commesse o forniture da parte del gruppo alle imprese toscane, 20 tirocini ogni anno per cinque anni, un’esperienza di alternanza scuola-lavoro ogni anno per 40-50 studenti toscani e il distacco di temporary manager presso imprese dell’indotto per progetti di co-sviluppo in chiave di industria 4.0.

La nuova turbina sviluppata negli stabilimenti di Massa della Nuova Pignone , la LM9000, si conferma dopo i test come la più efficiente al momento nel mondo tra quelle a ciclo semplice: con un rendimento superiore al 44 per cento e una potenza maggiore del 15 per cento rispetto ai diretti concorrenti, con l’ulteriore valore aggiunto di un minore impatto ambientale in virtù del 40 per cento in meno di emissioni di ossido di azoto. Sedicimila componenti, che arrivano dagli altri stabilimenti dell’azienda negli Stati Uniti, a Firenze e in Lombardia ma che sono tutti assemblati a Massa.

Collaudo da remoto, complice il Covid
Durante i test più di ottanta esperti da tutto il mondo si sono connessi da remoto con lo stabilimento toscano per seguire il collaudo in diretta, superando così le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria. L’hanno fatto attraverso piattaforme digitali per condividere dati e immagini in tempo reale e indossando occhiali e caschi “intelligenti” per ispezionare virtualmente le macchine. Un esempio di eccellenza anche questa. La costruzione del banco di prova apposito per la LM9000 ha comportato da solo, spiega l’azienda, un investimento di 14 milioni di euro. Quel banco e i 3200 sensori installati generano ogni giorno 1,5 terabyte di dati: l’equivalente per peso di mille film ad alta definizione.

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