Viareggio, a 11 anni dalla strage le famiglie chiedono di rimettere il capostazione

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A 11 anni dalla strage ferroviaria del 29 giugno 2009, che ricorre oggi, lunedì, con una serie di iniziative, la città di Viareggio chiede che le Fs ripristinino la figura del capostazione, che ormai da sei mesi, da dicembre, manca anche qui, nella stazione dove il deragliamento e l’esplosione di un vagone cisterna con gpl causò 32 morti, decine di feriti e la distruzione delle case lungo la ferrovia.

La richiesta viene dall’associazione il Mondo che vorrei, che riunisce familiari delle vittime, e dall”Assemblea 29 giugno’. Il sindaco Giorgio Del Ghingaro appena il 19 giugno scorso ha inviato una lettera all’ad di Rfi e anche alla Regione Toscana facendo suo “l’appello dell’Associazione, alla vigilia della ricorrenza della strage” e chiedendo che sia reintrodotta la presenza in stazione del Dirigente Movimento, per tutte le ore del giorno, ivi comprese quelle notturne”.

A Viareggio si ricorda che l’eroismo del capostazione in servizio la sera della strage, Carmine Magliacano, salvò vite umane fermando in tempo due treni passeggeri in arrivo prima che finissero tra gli incendi. Con l’imminenza delle iniziative di ricordo (ridotte per Covid), riaffiora ben chiaro il ricordo dell’eroismo di quel capostazione. Carmine Magliacano, dopo l’esplosione della cisterna con gas gpl e con gli incendi in corso, che poi causarono 32 morti decine di feriti e distruzione delle case lungo la ferrovia, fece in tempo a fermare manualmente un Intercity in arrivo da Roma e un altro treno regionale da Pisa. L’Intercity, in particolare, era a 2 km, aveva solo circa un minuto di percorrenza: se il capostazione non lo avesse fermato, sarebbe infilato nell’inferno di fuoco che stava devastando la stazione. Oggi, spiega Il Mondo che Vorrei, “con il pretesto dei pensionamenti, la stazione è senza capostazione da dicembre” invece è opportuno che sia “presidiata con capostazione e deviatore nell’arco delle 24 ore. La lotta per la sicurezza non deve mai fermarsi”.

Il sindaco Giorgio Del Ghingaro il 19 giugno ha scritto a Rfi e anche alla Regione Toscana: “Presso la stazione di Viareggio non è attualmente presente personale addetto al movimento e alla sorveglianza dei treni in transito. Faccio dunque mio l’appello dell’Associazione – alla vigilia della ricorrenza della strage – e chiedo che sia reintrodotta la presenza in stazione del Dirigente Movimento, per tutte le ore del giorno, ivi comprese quelle notturne”. Del Ghingaro ricorda nella lettera che “la presenza del personale in stazione il giorno in cui si verificò il terribile incidente, ha evitato che le perdite umane fossero superiori a quelle avvenute”. Riccardo Antonini, il ferroviere che fu licenziato per essersi messo a fianco dei familiari delle vittime della strage, è ancora una volta con loro: “Chiedo anch’io – afferma – che venga ripristinata la figura del capostazione a Viareggio”.

Fonte: ANSA

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