CISL e pandemia, Figaia: “Un grande impegno in Costa e in Lunigiana, ripresa difficile ma troveremo il percorso”

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Andrea FIgaia CISL

“Non ricordo, in tanti anni di attività sindacale, una affluenza simile nelle nostre sedi, considerando anche che alcune categorie si sono attrezzate sul serio da remoto e quindi hanno fortemente limitato la presenza fisica nelle stanze sindacali. Servizi fiscali e servizi di patronato, vertenze, colf badanti, dimissioni. Ecco l’esercito della Cisl . Ci vuole tanta pazienza: la gente lamenta le difficoltà ad interagire con gli istituti previdenziali e si mette in fila speranzosa di avere risposte dal sindacato. Distanziamento sociale, mascherine, liquido disinfettate, plexiglass: siamo rimasti aperti sempre, anche quando le strade erano vuote e suonavano continuamente le ambulanze. Chiediamo agli utenti tanta pazienza: riuscire a garantire una presenza fisica con due sedi in zona costa e due sedi in Lunigiana richiede impegno”, a dirlo è Andrea Figaia della segreteria CISL.

“La nostra gente chiede info delicate, occorrenti studio e preparazione. Ci sono pertanto uffici dedicati. Stiamo sviluppando e favorendo sempre più gli appuntamenti in modo da non dover sostare troppo ed anche avere la certezza di ottenere una consulenza personalizzata. Parliamo di almeno ventimila appuntamenti dalla ripresa post lockdown fino alla fine della campagna fiscale e delle prime risposte burocatiche ai decreti del Governo”.

“Si fa presto a dire ‘cosa fanno i sindacati’: diciamola tutta, nei servizi che non sono il nostro ruolo principale, dopo avere sostituito lo Stato, per quanto riguarda lavoratori e pensionati nei servizi fiscali, di fatto, al momento, lo stiamo facendo – con spirito positivo e concreto – anche in luogo degli Istituti che interagiscono con il patronato!”.

“La ‘ripresa’ appare assai difficile. È come se, dopo una alluvione, una strada fosse stata travolta. Bisogna ritrovare il percorso. Meno male che alcune aziende non hanno sostanzialmente mai chiuso. Quando, presi dalla paura, chiedemmo di ‘chiudere temporaneamente le fabbriche’ avevamo davanti la pandemia e le prime per fortuna isolate avvisaglie di ‘positivi’ nei posti di lavoro collettivi. Lo Stato ha sbagliato nel delegare esclusivamente alla Prefettura il compito di tenere aperto o di chiudere tutto: come poteva il sig. Prefetto, con cui polemizzai in proposito pubblicamente, fare diversamente, senza struttura amministrativa presente in Ufficio, tutta o quasi in lavoro agile da remoto? Questo non significa che in alcuni casi non si potesse fare diversamente. Ma, per ora, tutto è bene ciò che finisce bene ed il tema, al momento è ‘ripartire’. Tenendo però anche conto che altri Paesi, dove si esporta, non sono ancora operativi o sono in lockdown e quindi non possono interagire al momento con noi. Teniamo presente anche che gli stranieri non potevano o non possono ancora venire in Italia”.

“La terza riflessione la vogliamo dedicare al turismo. Anche durante la grande crisi delle fabbriche chimiche la gente andava a lavorare al mare nelle spiagge. Nero, part time fasulli, tempi determinati fasulli, tfr fantasma, ferie sognate, malattia senza riposo, licenziamenti di gente al nero.. sono i dati che alla fine della stagione i nostri uffici vertenze fotografano impietosamente. Ma la stagione deve assolutamente ripartire. Questi ‘contratti’ poveri si sommano poi alla Naspi ed alla fine in qualche modo molti mettono in cascina risorse per metà dell’anno!”.

“Prima della pandemia, Istat aveva fatto appena in tempo a fotografare il dato disoccupazione di Massa Carrara (16 nel 2017, 10,4 nel 2018 e 2019 addirittura al 7%) in forte e deciso calo. Qualche dubbio sulla così forte positività dei dati occupazionali apuani lo avevamo sempre avuto ma, adesso, temo che appena si potrà e finirà la stagione, si arriverà almeno al 20%”.

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