Persiani risponde a Bugliani: “Sul fosso del Lavello non insinui che l’amministrazione non abbia fatto verifiche”

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Jare

Il sindaco di Massa Francesco Persiani risponde all’intervento del consigliere regionale PD Giacomo Bugliani in cui chiedeva vigilanza da parte della amministrazioni comunali sui controlli ambientali e tornando sulla vicenda del fosso del Lavello, da anni segnalata come critica.

“Il consigliere regionale Bugliani dovrebbe rivolgersi alla regione Toscana per maggiori interventi ed investimenti sul fosso Lavello piuttosto che insinuare che questa amministrazione abbia fatto solo ipotesi e non verifiche per risolvere il problema odori e inquinamento – afferma Persiani – Alludere al fatto che questa amministrazione non si sia, e non si stia tuttora, interessando delle problematiche del fosso Lavello, a 360 gradi, è a dir poco inaccettabile. Quello del Lavello, degli odori e dell’inquinamento non è certo un problema emerso negli ultimi mesi, se ne parla purtroppo da troppi anni, lo abbiamo ereditato e la situazione, seppure non risolta, è senza dubbio migliorata, ma non ancora come da noi auspicato. Abbiamo fatto i dovuti controlli, svariati sopralluoghi e ci siamo interfacciati con gli enti interessati sia per quanto riguarda il depuratore sia per gli interventi sul fosso stesso che sappiamo non essere un vero corso d’acqua naturale, quindi non avere sufficiente capacità auto depurativa. Tutti elementi da noi sempre attenzionati ben consci delle conseguenze sia sotto il profilo sanitario ed ambientale sia per quello turistico. Fin dal nostro insediamento abbiamo messo la testa su quella che è una delle annose questioni di questa città facendo pressioni su tutti gli enti preposti per trovare soluzioni che eliminassero definitivamente i disagi per la cittadinanza e non portassero più inquinamento alle acque di balneazione.

Ricordo tra gli altri l’incontro avvenuto a Massa del 19 marzo 2019 con l’assessore Federica Fratoni, che all’epoca promise un tavolo tecnico permanente su questo tema, tavolo di cui si è persa traccia. L’intervento ‘spot’ del consigliere regionale sarebbe stato più adeguato quindi un anno fa quando per settimane, ad inizio estate, abbiamo affrontato seriamente la questione anziché interessarsene solo ora come se i disagi non si fossero mai verificati in precedenza. Dimenticando, probabilmente, le varie competenze degli enti e ignorando – o evitando di ricordare – le verifiche da noi eseguite per individuare eventuali scarichi abusivi e tutte le volte che sono stati sollecitati regione Toscana, Arpat, Gaia e Consorzio di Bonifica affinché procedessero a porre in essere quanto di propria pertinenza. Dimenticando anche, tra l’altro, che il depuratore era stato nel 2019 sequestrato dalla Magistratura e dissequestrato solo una volta ultimati i lavori di adeguamento da parte del gestore. Lavori che avrebbero potuto essere già ultimati se la Regione avesse accelerato il rilascio delle autorizzazioni di propria competenza. E’ troppo facile prendersi i meriti di tutto quello che va bene e addossare agli altri la responsabilità di tutto quello che va male. Quando si parla di tutela ambientale e di salute pubblica, e quando in ballo c’è l’immagine turistica del nostro territorio, sarebbe invece più utile unire le forze e che ognuno apportasse il proprio contributo nel proprio ambito di competenza”.

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