Fivizzano: successo per la prima edizione del “Premio fotografico Nazionale Giovanni Gargiolli”

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Sono oltre 1500 le fotografie arrivate all’organizzazione del “Premio fotografico Nazionale Giovanni Gargiolli”, un concorso fotografico realizzato dal comune di Fivizzano in collaborazione con la Pro Loco e con il patrocinio della regione Toscana. La prima fase del concorso, quella relativa alle iscrizioni, è stata dunque un successo. Allo scoccare della mezzanotte del 15 maggio, infatti, 1510 foto di 535 fotografi sono arrivate da tutta Italia, nonostante la difficile situazione legata alla pandemia da COVID-19 che ha tenuto a casa gli italiani. “Un Premio – spiega Francesca Nobili, assessore alla Cultura del comune di Fivizzano – che desidero dedicare a Paolo Grassi, ex sindaco di Fivizzano, venuto a mancare lo scorso marzo. Questo concorso, con la sua ampia partecipazione, è la dimostrazione di come la cultura sia veicolo di speranza e conforto anche nei momenti più difficili. Nonostante il lockdown, attraverso le foto pervenute, è stato infatti possibile dar vita a un emozionante viaggio fotografico che ha percorso idealmente tutto lo Stivale”. Tema del concorso, infatti, è proprio quello del “Viaggio italiano”, in ricordo del lavoro e delle ricerche realizzate da Giovanni Gargiolli, (Fivizzano, 1838 – Roma, 1913) ingegnere, architetto e fotografo nato a Fivizzano che rivoluzionò il mondo della fotografia con la sua grande cultura. Gargiolli non solo creò la prima associazione italiana di fotografi, scrivendo saggi tecnico-fotografici, ideando teleobbiettivi e apparecchi stereofotografici ma fondò e diresse anche il glorioso Gabinetto fotografico nazionale (Gfn), documentando il patrimonio artistico italiano all’interno della difficile opera di catalogazione delle opere d’arte. La giuria che selezionerà le foto per individuare il vincitore sarà composta da un “tecnico” e da quattro professionisti del settore: Francesca Nobili (assessore alla Cultura del comune di Fivizzano), Giammarco Puntelli (docente, storico dell’arte e critico d’arte), Claudio Barontini (fotoreporter, ritrattista di celebrities e art director del premio), Serafino Fasulo (fotografo e art director della Fondazione Laviosa), Andrea Botto (fotografo, artista visivo e docente).
Dal 12 luglio al 13 settembre 2020, inoltre, a Fivizzano è prevista una mostra con esposte una selezione di trenta delle fotografie in concorso. Il nome del vincitore assoluto, primo classificato del Premio fotografico Nazionale Giovanni Gargiolli, sarà reso pubblico alla conferenza stampa del 10 luglio 2020. La premiazione si svolgerà il 28 agosto. Il vincitore primo classificato riceverà, oltre a una targa ricordo, un assegno circolare di 1.000 euro. Al secondo e al terzo classificato saranno consegnate le riproduzioni delle sculture “I Delfini”, simbolo di Fivizzano. Ai fotografi inseriti nella mostra sarà consegnato un attestato di partecipazione.
Per informazioni: [email protected]

Cenni Biografici di Giovanni Gargiolli
A partire dall’ultimo quindicennio dell’Ottocento, un fotografo di Fivizzano, (1838 – 1913) l’ingegnere ed architetto Giovanni Gargiolli, rivoluzionava il mondo della fotografia italiana creando la prima associazione di fotografi del nostro Paese, scrivendo saggi tecnico-fotografici che fecero scuola a tutti gli appassionati dell’epoca, fondando e dirigendo il glorioso Gabinetto Fotografico Nazionale, ideando strumenti fotografici quali teleobbiettivi ed apparecchi stereofotografici, documentando fedelmente il patrimonio artistico italiano all’interno della difficile opera di catalogazione delle opere d’arte. Vari furono i motivi per cui all’estroso fotografo fivizzanese non sono stati in precedenza riconosciuti i grandi meriti. In occasione del centenario della morte (13 gennaio 1913), Fivizzano ha voluto ricordare uno dei suoi figli più illustri con una mostra a lui dedicata (che ha avuto però il non trascurabile merito d’esser la prima organizzata su Giovanni Gargiolli), proprio mentre appare ormai avviato nel mondo degli studi di storia di fotografia la piena rivalutazione della figura e dell’opera del nostro illustre concittadino. La grande differenza di Giovanni Gargiolli dagli altri fotografi del suo tempo era dovuta alla sua profonda cultura. Nato in una famiglia che annoverava molti illustri letterati, ed amico di alcune delle personalità culturali più eminenti del suo secolo (prima fra tutte quella di Giosuè Carducci), Giovanni aveva una spiccata consuetudine con la cultura classica non meno che con quella scientifica. Inoltre senza dubbio giovava al Gargiolli la sua precedente attività di architetto, grazie alla quale poteva comprendere meglio le geometrie intrinseche delle opere d’arte, i loro complessi rapporti spaziali, le proporzioni, il loro rapporto con la luce, i delicati equilibri tra le diverse componenti delle opere stesse, le linee di movimento, la loro struttura dinamica. Era questa profonda “lettura” delle opere d’arte – estranea agli altri fotografi – che gli consentiva di fermarle nelle sue immagini con tanta efficacia. Nonostante la notevole fama acquisita all’epoca da Giovanni Gargiolli, le sue fotografie alla sua morte confluirono nel calderone indistinto di quelle del “Gabinetto Fotografico Nazionale”, di cui contribuirono grandemente a consolidare il notevole livello qualitativo. Causa di tale poco lungimirante scelta, fu praticamente la cancellazione del nome di Gargiolli dall’enorme quantità di sue immagini che furono stampate da allora in milioni di volumi di storia dell’arte, storia, architettura, archeologia, che recarono genericamente nelle didascalie l’imprecisa paternità di “Gabinetto Fotografico Nazionale”. Diversamente, avremmo letto in quella piccola dicitura sotto ogni illustrazione il nome del nostro concittadino, quasi con la stessa frequenza di quello dei ben più noti Alinari. Purtroppo non è più fattibile alcun tentativo di recupero.

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