Jacopo Ferri: “I responsabili del NOA espongono a rischio contagio gli Ospedali e la fase 2 in Lunigiana”

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Ospedale-di-Pontremoli
Ospedale Pontremoli

“Nonostante sia stato da più parti denunciato e sia sotto gli occhi di tutti, l’andazzo dei trasferimenti frettolosi dal NOA verso gli Ospedali della Lunigiana continua imperterrito per volontà della direzione sanitaria del NOA. Si segnalano così, quotidianamente, storie incredibili che espongono a rischio contagio gli Ospedali e la fase 2 in Lunigiana”, sostiene il consigliere comunale di Pontremoli Jacopo Ferri.

Una vera e propria odissea è, per esempio, quella che ha visto protagonista un paziente lunigianese, divenuto un pendolare da Covid-19 sulla tratta Massa-Pontremoli dell’efficiente organizzazione targata Azienda Usl Toscana Nord-Ovest.

“Ecco cosa è potuto succedergli, per merito dei brillanti responsabili della direzione sanitaria del NOA di Massa – racconta Ferri -: è stato trasportato e ricoverato (al NOA) perché affetto da polmonite bilaterale interstiziale, risultando positivo a Covid-19 e venendo subito intubato. Successivamente, migliorando le sue condizioni, egli veniva stubato e sottoposto a due tamponi, eseguiti in tempi troppo ravvicinati, entrambi risultati negativi. Ad esito dei tamponi, pur mantenendo sintomi clinici evidenti, egli veniva quindi frettolosamente trasferito, come guarito, a Pontremoli, ed il giorno successivo, stanti gravi problemi respiratori, era spostato in terapia intensiva, dove veniva nuovamente sottoposto a tampone, esitato questa volta positivo!”

“Il malcapitato veniva quindi rimandato al NOA, dove, dopo una settimana, era di nuovo giudicato guarito e rispedito in Lunigiana, pur presentando, ancora una volta inequivocabili sintomatologie (tosse, mal di testa, congiuntivite virale, ecc.). Ed infatti, l’ennesimo tampone effettuato a Pontremoli ne certificava la permanenza di positività ed obbligava il paziente ad un altro viaggetto premio al NOA!”, sottolinea Ferri.

“L’incresciosa esperienza, purtroppo, non è neppure solitaria. Casi analoghi infatti sono avvenuti anche due giorni prima sempre sulla tratta NOA-Lunigiana (sia verso Pontremoli che verso Fivizzano)! Lo stesso identico percorso-navetta, con identiche problematiche ed altrettanti rischi. Non oso immaginare quale possa essere la prossima puntata, sperando sempre che da queste incresciose situazioni non siano derivate conseguenze negative per i pazienti stessi e per le diverse persone (altri pazienti con i quali hanno soggiornato ed operatori sanitari che li hanno gestiti) frequentate nei vari ambienti ospedalieri e negli svariati tragitti premio. Cosa deve succedere prima che la direzione sanitaria si occupi di approntare procedure corrette che mettano operatori sanitari e strutture ospedaliere nella condizione di applicarle con rigore ed in assoluta sicurezza per tutti?”, conclude Ferri: “Prima che la Fase 2 in Lunigiana si caratterizzi per nuovi focolai ospedalieri sarebbe meglio provvedere urgentemente”.

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