Confartigianato Massa Carrara: parrucchieri ed estetisti del territorio commentano la fase 2

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Immagine da Youtube

Vogliono tenere fermo un intero settore per un trimestre, dal lockdown di marzo fino all’inizio di giugno. La scelta del governo, che vuole rinviare l’apertura del settore estetica e bellezza, dai parrucchieri agli estetisti, dai barbieri ai saloni, non è solo inaccettabile ma assolutamente irresponsabile! Si manderanno al tappeto migliaia di attività, si metteranno sul lastrico tantissime famiglie con il rischio di aprire le porte al nero, a procedure ben più pericolose rispetto a una riapertura con tutti i parametri di sicurezza, come per le altre attività commerciali”. A lanciare l’affondo, a poche ore dalla conferenza stampa del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sulla famosa ‘fase 2’ che inizierà il 4 maggio, è Confartigianato Massa Carrara: l’associazione di categoria si fa portavoce del malumore e della rabbia di un’ampia categoria di imprese, spesso a conduzione familiare, che rischiano di rimanere al palo ancora per oltre un mese prolungando lo stop a un intero trimestre di fatturato.

“Una assoluta follia. Chi mai potrebbe rimettersi in piedi dopo essere stato fermo per tre mesi sostenendo solo costi? C’è chi sta già tirando avanti consumando giorno dopo giorno i risparmi familiari. Con tutto il rispetto per i musei, che non scappano, qui ci sono migliaia di famiglie che possono finire ko da un momento all’altro. Questa ‘fase 2’ non è una ripartenza ma un cappio ancor più stretto attorno al collo di tanti piccoli imprenditori. Eppure qualcuno per fare la diretta pare proprio che prima abbia richiesto una bella ‘tiratina a lucido’ di barba e capelli”. L’affondo di Confartigianato rispecchia l’opinione di moltissimi operatori del settore, anche se non manca chi si è rassegnato ad aspettare un altro mese pur di riaprire in sicurezza ma definitivamente.

“E’ una vergogna, chi ci governa dovrebbe iniziare a vivere con 600 euro e con spese fisse – tuona Gianfranco Bertelloni, parrucchiere – Forse ci penserebbero due volte a prolungare la chiusura. Noto con stupore che il Presidente del Consiglio Conte in conferenza stampa aveva capelli tagliati”, incalza Andrea Salsini, parrucchiere, “L’ulteriore proroga è inaccettabile, sembra che siamo gli untori di questa pandemia, quando invece in termini di igiene e sicurezza la nostra categoria è non da ora ma da sempre ai più alti livelli. Quelle che per molte categorie saranno nuove norme di igiene e sicurezza per noi è una routine quotidiana. Chiudere 3 mesi le micro e piccole imprese che tengono in piedi l’Italia è distruttivo in tutti i sensi”.

“E’ inaccettabile un’ulteriore proroga quando potevamo riaprire con misure di sicurezza superiori a quelle che già adottiamo da anni – prosegue Michela Orsi, parrucchiera – ognuno di noi ha spese certe che non sono state per nulla calmierate”. Sulla stessa linea Silvia Bazzali, estetista, che non le manda a dire e chiarisce subito il rischio dietro l’angolo: “La proroga non fa che alimentare il lavoro nero a domicilio”.

E non sono certo mancati casi eclatanti, esposti anche sui social, in queste settimane. “Un vero trauma, la nostra categoria lavora da sempre con livelli igienico sanitari alti, pertanto molti di noi erano già pronti a ripartire aumentando ulteriormente la soglia di sicurezza, per i clienti e gli operatori – precisa Elisa Bellè, estetista – Lavoriamo da sempre con prodotti monouso, per noi la sanificazione e sterilizzazione è la normale routine, potevamo riaprire e consentire alla nostra categoria di riprendere il lavoro senza farci affondare ulteriormente. Si potevano magari sospendere solo i trattamenti più impegnativi. Sembra che chi prende certe decisioni non conosca bene la nostra categoria e le nostre regole”. Su una linea più morbida, infine, Emanuela Bondielli, parrucchiera: “Preferisco aspettare fino a giugno ma aprire in condizioni lavorative più consone, meno simili a sale operatorie e soprattutto con più sicurezza per tutti”.

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