Lungo la memoria, Laura Cleri: il partigiano di Parma, una storia

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Dal video Il partigiano di Parma. Un monumento di Stefano Vaja e Laura Cleri

Sono passati quasi dodici anni dalla messa in scena, nel Salone del Quattrocento del Comune di Pontremoli, di Un’eredità senza testamento, di e con Laura Cleri. Uno spettacolo essenziale ed emozionante con – ripercorriamo – musiche di Fabio Biondi, luci di Luca Bronzo, collaborazione (e produzione) di Fondazione Teatro Due, contributo fondamentale di Istituto Storico della Resistenza di Parma e consulenza storica di Brunella Manotti. Autrice e interprete: Laura Cleri, da decenni al Teatro Due di Parma, a partire dal libro Al vento del Nord. Una donna nella lotta di Liberazione di Laura Seghettini, a cura di Caterina Rapetti.

Foto da Un’eredità senza testamento, di e con Laura Cleri, Teatro Due

Oggi, mentre ancora immaginiamo di poter riportare presto lo spettacolo qui, condividiamo un omaggio, realizzato per questo 25 aprile, in questi giorni, da Stefano Vaja, sempre di e con Laura Cleri, musica di Fabio Biondi.

“Come sappiamo – scrive la stessa Laura Cleri – quest’anno non sarà possibile andare tutti insieme in piazza o in corteo a festeggiare, al Monumento al Partigiano, la Liberazione. Il settantacinquesimo anniversario della fine del conflitto, un bellissimo traguardo, è funestato da questa pandemia mondiale. Per questo motivo mi è venuta voglia di conoscere meglio la storia di un monumento amatissimo dai cittadini di Parma. Ho scoperto particolari della storia che non conoscevo e ho deciso di realizzare questo piccolo video per raccontarli a più persone possibili. La nostalgia ha cavalcato questo tempo di ricerca di parole e immagini, mentre tantissimi amici hanno contribuito sfogliando libri per scannerizzare vecchie testimonianze del passato della nostra città. Fabio Biondi, amico e violinista di fama internazionale, ha reinterpretato per questo progetto la canzone di lotta Bella ciao. Con questo video, ecco, a larghe linee, la storia del Partigiano di Parma. Questo è il nostro modo di resistere, fare in modo che il passato e la memoria siano la nostra ispirazione”

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