Provincia, Ricciardi: “5 milioni chiesti dai nostri tecnici alla regione Toscana per avviare un piano di recupero dei ponti segnalati ma ad oggi nessuna risposta”

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“In questo momento la provincia di Massa Carrara sta vivendo una situazione veramente drammatica. Dopo il crollo del ponte Morandi nell’agosto 2018 il governo Conte 1 richiese di censire tutti i ponti nell’intero territorio nazionale dando il mandato a comuni e province. La provincia di Massa Carrara si adoperò subito per segnalare i ponti ritenuti con presunte criticità di manutenzione strutturale ed in accordo con regione Toscana si è deciso di delegare l’università di Pisa a formulare uno studio completo dello stato in essere dei ponti segnalati”. A dirlo è il delegato alle strade provinciali Claudio Ricciardi.

“Oggi stanno cominciando ad arrivate le schede di verifica di questi ponti, con perizie allarmanti che ci obbligano a porre alcune chiusure come stiamo vedendo. Dopo la caduta del ponte di Albiano, la chiusura in pochi giorni di 3 ponti, la limitazione al passaggio di mezzi superiori a 35 ql su un quarto e con l’arrivo di nuovi pareri su altri ponti sul territorio provinciale sono molto preoccupato, perché il contesto economico che andremo ad affrontare non fa presumere che da parte del governo centrale e della regione ci sarà una risposta immediata. 5 sono i milioni chiesti dai nostri tecnici alla regione Toscana per avviare un piano di recupero dei ponti segnalati ma ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta, nei prossimi giorni insieme al Presidente Lorenzetti proveremo a chiedere all’assessore alla viabilità della Regione Toscana Vincenzo Ceccarelli un incontro per portare all’attenzione dello stesso la drammaticità che sta vivendo la nostra provincia. Contatterò personalmente anche gli onorevoli Nardi e Ferri con la richiesta di essere garanti ed interpreti di una drammaticità che sta durando da anni nelle province italiane, con la speranza in una loro azione nel governo centrale . Lo stato ha voluto anni fa togliere un ruolo fondamentale alle provincie lanciando questo ente responsabile di molti beni e servizi senza risorse, un paese normale ha bisogno di una svolta importante, le provincie devono ritornare a garantire scuola e viabilità; servizi essenziali che negli ultimi anni sono stati messi in secondo piano perché privi di risorse”.

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