“A ciascuno i ponti suoi”

Com'è andato il consiglio comunale di Aulla in cui si è parlato del ponte di Albiano? Ecco il resoconto

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Un consiglio comunale effervescente che ha offerto a tratti uno spettacolo indecoroso, quello che si è tenuto mercoledì scorso. Una convocazione straordinaria richiesta dalle minoranze all’Amministrazione, per riferire sugli ultimi accadimenti. Nodo centrale la caduta del ponte di Albiano.  

E se il consiglio comunale non è il luogo adatto per accertare responsabilità penali è certamente il più idoneo per quelle politiche. Mentre l’opposizione è pronta al mea culpa, la maggioranza serra le fila. Un acceso contraddittorio ha messo a dura prova la pazienza del presidente Amorfini, costretta a sospendere più volte l’assemblea e ammonire l’assessore Brunetti per la sua intemperanza. L’assessore alle politiche sociali, non ha particolarmente gradito alcune osservazioni mosse dai consiglieri dell’opposizione Brunelli e Demetrio. In particolare, la richiesta di dimissioni formulata da quest’ultimo nei confronti dell’assessore Mariotti, per la superficialità mostrata durante il sopralluogo al ponte, del 3 novembre scorso; dubbi che il suo intervento consiliare parrebbe non aver contribuito a chiarire. 

Il Sindaco ha sostenuto con fermezza l’operato dell’intera Amministrazione, sulla quale incomberebbe per legge, solo un obbligo di segnalazione.

“Anas – ha aggiunto il primo cittadino – ci dice che non faranno niente, ma anche che nessuno deve fare niente”. Viene da chiedersi perché Anas dovrebbe impedire ciò che sembrerebbe già vietato dall’ordinamento. In quella lettera Anas si dichiara disponibile a un tavolo tecnico che, a differenza di quanto accaduto per la questione Lame, non verrà mai convocato.

In realtà la legge prevede simili interventi, ed è ciò che, secondo il consigliere di Idee in Comune, Coppelli, ha consentito all’Amministrazione Valettini di agire in via d’urgenza per un altro bene, di proprietà demaniale, vale a dire piazza Zambani a Pallerone. A dimostrazione che quando si vuole si può. 

A nulla sono valse le giustificazioni della maggioranza sulle condizioni in cui versava la piazza, che era malata come lo era il ponte. Su entrambi incombeva un pericolo per la sicurezza e l’incolumità pubblica e su entrambi gravava il silenzio dei proprietari. E che il ponte destasse forte preoccupazione ce lo dice la politica stessa, che nel 2015, ospite Raffaella Paita, organizza un evento nel quale si discute proprio dello stato di salute del manufatto; e ce lo dice lo stesso sindaco Vallettini, che il 20 agosto 2018 in un comunicato ufficiale, elenca una serie di opere che lo preoccupano, tra le quali spicca in pole position, anche alla luce di segnalazioni ricevute, il ponte di Albiano. Ed in effetti il 14 agosto 2018, in seguito al crollo del Morandi, un utente Facebook pubblica un post indirizzato al sindaco e il suo vice, in cui palesa il pericolo causato dal surriscaldamento del ferro per le sollecitazioni cui era sottoposto. Il primo cittadino risponde con sollecitudine all’appello social, dichiarandosi pronto a informare Anas “per gli opportuni accertamenti sul ponte, visto che la competenza è di quell’ente, le sostanze di quell’ente e quindi spetta a quell’ente”. Anche l’assessore Moretti si mostra giustamente preoccupata, e rassicura a sua volta l’utente di un pronto interessamento, affinché Anas fornisca “gli accertamenti strutturali del ponte qualora fatti, oppure a farli”. Due giorni dopo il sindaco scriverà ad Anas e alla Provincia, senza tuttavia menzionare il ponte, ma chiedendo una verifica strutturale su tutte le opere di loro competenza. Missive che non riceveranno alcuna risposta. La consigliera di minoranza Lombardi, fa presente che nel comunicato del 20 agosto si menzionerebbero due ricognizioni ordinate dal sindaco sulle criticità presenti nel territorio. Una effettuata nel 2017 – commissionata al geometra Luciani – che non aveva certo competenze in materia strutturale occupandosi di loculi e sepolture; l’altra commissionata all’ing. Bacci, si riduceva a un elenco di opere infrastrutturali da monitorare, peraltro incompleto per mancanza di fondi. Entrambe tuttavia circoscritte, ai soli manufatti in gestione del Comune. Il ponte di Albiano, nonostante le dichiarate preoccupazioni, non compare in alcun documento ufficiale dell’Amministrazione fino al 2019, quando “l’abnorme sollecitazione del transito di mezzi anche pesanti per le frequenti chiusure della Ripa”, e i primi segnali del cedimento sono davvero palpabili e preoccupanti. Alla prima lettera datata 8 agosto, la risposta di Anas è secca. Nessuna criticità per quel ponte che giustifichi provvedimenti emergenziali, e porta la firma dell’ingegnere Menchise. La seconda viene redatta a seguito del sopralluogo del 3 novembre 2019 per la comparsa di una profonda crepa. La missiva, nella quale si chiedono riscontri approfonditi, indirizzata anche alla Provincia, all’Autorità di bacino, al comando dei Vigili del Fuoco, al Genio civile di Massa, otterrà solo un seccato riscontro dall’ufficio relazioni esterne di Anas. Il sindaco Vallettini è costretto a rinnovare la richiesta. E nonostante “gli stretti rapporti”, dichiarati nel profilo Fb dal vicesindaco Cipriani, neppure l’ultimo fattorino di Anas si degnerà di rispondere. Tanto valeva, per gli interlocutori istituzionali, il ponte di Albiano.

Alle Lame è andata meglio. Dopo anni di attesa, incontri, tavoli tecnici, viaggi a Firenze, lettere e telefonate, come lamenta l’assessore Mariotti, c’è voluta una frana per costringere Anas a muoversi. Della faccenda si è interessato persino Cosimo Ferri. Sui social circolano foto e video dell’Amministrazione stretta attorno al deputato. Insieme a loro l’ingegnere Anas, Liani, appena insediato. “È venuto in mente a qualcuno di accompagnarli sul ponte per un sopralluogo?” tuona Filippo Coppelli. Il consigliere di minoranza è convinto che quello fosse il momento per battere qualche pugno sul tavolo. 

E sebbene la caduta del ponte sia una ferita così profonda da lacerare l’intero territorio, a farne le spese sono soprattutto gli albianesi. Disservizi che potrebbero essere corretti, secondo la consigliera di Idee, Brunelli, organizzando un centro operativo come quelli previsti per i grandi eventi calamitosi. Un meccanismo centralizzato, in grado di far fronte alle criticità emergenti, dalla sanità ai servizi essenziali, fornendo assistenza immediata alla popolazione.

“Non ci si può fidare di nessuno – afferma la consigliera Silvia Magnani – meglio eccedere, magari rischiare l’abuso di ufficio piuttosto che avere rimorsi per non aver fatto il possibile, perché la prossima volta potremmo non essere così fortunati”. Poi esce dalla sala. Ma il Sindaco che è irremovibile sul punto e con lui la Giunta, mostra le lettere a firma Magnani scritte alla Provincia durante il suo mandato, e chiosa “Almeno io le risposte le ho avute”. La consigliera che ha già lasciato il palazzo, non potrà replicare.

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