Coronavirus, FP Cgil: “Chiediamo alla Asl tamponi in tutte le Rsa della Lunigiana”

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“Siamo tutti impegnati a fronteggiare una emergenza pandemica che mette a rischio la sopravvivenza della società civile per come l’ abbiamo conosciuta e vissuta.
Il Coronvirus ha messo a nudo tutte le criticità del sistema sanitario e contemporaneamente manifesta globalmente l’importanza della Sanità Pubblica e la necessità di rivedere tutte le scelte fatte in passato”. A dichiararlo in una lettera aperta indirizzata alla direttrice generale dell’Azienda Usl Toscana nord ovest Maria Letizia Casani, al presidente delle Società della Salute Lunigiana Riccardo Varese, alla direttrice della SdS Lunigiana Rosanna Vallelonga e al presidente della provincia di Massa Carrara Gianni Lorenzetti è Alessio Menconi a nome della segreteria CGIL.
“I territori devono essere messi in grado di poter fronteggiare le emergenze garantendo la salute dei cittadini tutti, specialmente dei più deboli. Per farlo è necessario investire di più e investire bene, anche in termini di figure apicali.
Siamo stati informati dalla categoria di riferimento che alle richieste fatte alla direzione della SdS sono state date risposte scocciate e superficiali.
La direzione ha dichiarato che il dover informare il sindacato è una perdita di tempo in un momento in cui sono oberati di lavoro.
Inoltre nelle scorse settimane le denunce a tutti i livelli di carenza di dispositivi di protezione individuale nei servizi appaltati dalla SdS non sono state prese in considerazione.
La verità è che al momento non sono stati fatti i tamponi a tutti gli operatori e a tutti gli ospiti delle Rsa– prosegue Menconi – che non sono attrezzate per affrontare i positivi al Covid-19, per la fragilità dei loro utenti sono luoghi dove porre massima attenzione e dove il virus deve essere gestito in maniera sanitaria. Dove si riscontrano presenze di ospiti positivi deve subentrare il sistema sanitario.
Chiediamo all’ Azienda sanitaria locale di intervenire affinché vengano effettuati tamponi in tutte le Rsa a ospiti e operatori, per poi prendere le misure necessarie affinché i focolai non diventino incendi.
Crediamo che il confronto con chi è in contatto diretto e rappresenta lavoratrici e lavoratori sia condizione necessaria nella battaglia contro il Coronavirus. La pandemia ci chiede di essere tutti uniti in questa battaglia e siamo convinti che chi non capisce l’importanza dell’unità di tutti i soggetti coinvolti, corpi intermedi compresi, debba rivedere le proprie posizioni se vuole essere in grado di contribuire a fronteggiare una emergenza simile.
Noi della Cgil ci siamo, e continueremo a mettere a disposizione le donne e gli uomini della nostra organizzazione”.

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