Massa, Cgil, Cisl e Uil segnalano l’inizio del trasferimento del comando di polizia municipale in piena emergenza Covid-19

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“Le sottoscritte segreterie provinciali sono venute a conoscenza che in piena emergenza Covid-19, il dirigente della polizia municipale di Massa decide di avviare il trasloco del comando di polizia municipale dalla sede delle Jare a quella di via Angelini, nell’ex caserma dei carabinieri”. A dichiararlo in una nota stampa sono Patrizia Bernieri, segreteria provinciale Fp (Funzione Pubblica) Cgil, Enzo Mastorci, segretario Cisl Fp (Funzione Pubblica) e Claudio Salvatori, segretario Uil Fpl (Federazione Poteri Locali).
“La ditta incaricata del trasloco accede all’interno del comando in piena emergenza sanitaria – affermano i sindacati – Non viene adottata alcuna attenzione o forma di prevenzione rispetto alla possibile contaminazione dei locali o delle persone siano esse appartenenti alla ditta o alla polizia municipale. Una buona parte del personale è distolta dai servizi essenziali e impegnata nelle operazioni di trasloco per almeno 10 giorni. Al momento attuale il corpo di polizia municipale risulta spezzato in due con una buona parte degli uffici trasferiti nella nuova sede mentre la centrale operativa e il personale dei servizi esterni si trovano ancora alle Jare in uno scenario da 8 settembre.
Il comandante pressoché assente negli ultimi 20 giorni alle Jare, tra gli uomini che garantiscono il controllo del territorio, risulta invece trovare tempo per essere presente con continuità nella nuova sede. Alle Jare, in questo frangente, non viene neppure da giorni garantito un adeguato servizio di pulizia dei locali sebbene siano ancora utilizzati gli spogliatoi, la centrale, la sala agenti, ed alcuni altri uffici e nonostante il completamento del trasferimento non sia possibile, come riferito, se non tra 15-30 giorni. Ad oggi il personale impegnato nei servizi esterni non può essere avvicendato dai colleghi interni (sebbene in diversi si siano offerti) perché dopo l’impegno del trasloco, il comandante non ha ancora ritenuto di disporre la rotazione del personale seppur prevista dalle varie disposizioni nazionali riferite al contrasto della diffusione del Covid-19, né si è provveduto a tenere una parte del personale a disposizione a casa per supplire i servizi in caso di contagio di qualche agente (invece si sono sospese ferie e permessi, rafforzando i turni compresi i festivi) né si utilizzano pienamente i veicoli a due ruote, di cui il corpo è dotato, in modo da diminuire le possibilità di contagio.
Ci si domanda quale fosse la necessità di effettuare questo trasloco in piena emergenza e se la cosa non potesse essere effettuata a situazione normalizzata. I nuovi locali neppure erano stati puliti, quindi perché questa fretta? E’ normale che personale del comune e della ditta incaricata sia stato e venga tuttora impegnato in una attività lavorativa inutilmente rischiosa in questo frangente? Tanto più che, stante le ultime disposizioni governative, le operazioni di spostamento dovranno essere interrotte. Abbiamo ritenuto il trasloco operazione sbagliata nei tempi e nei modi – concludono Bernieri, Mastorci e Salvatori – lo abbiamo detto e scritto sin da subito ma evidentemente abbiamo convincimenti sulle priorità non convergenti con quelle del comandante che ‘coraggiosamente’ si è assunto la responsabilità di distogliere personale dai servizi di controllo del territorio e di esporre a potenziale rischio tutte le persone coinvolte nell’operazione, dipendenti della ditta, operai e tecnici del Comune e agenti di Polizia Municipale”.