Fivizzano, addio a Umberto Domenichelli

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È venuto a mancare a Fivizzano Umberto Domenichelli, persona molto conosciuta e stimata per la sua attività di imprenditore, ha fondato una azienda che oggi è portata avanti dai figli, e molte delle canale di gronda in rame e degli impianti di riscaldamento e idraulici del fivizzanese, provengono da lì, l’attività si svolgeva anche fuori zona e Umberto era particolarmente orgoglioso della copertura in rame di un prestigioso palazzo a La Spezia e della cupola in rame della chiesa di Cotto. Quanti idraulici della zona hanno lavorato per Umberto prima di mettersi in proprio e iniziare una loro attività!

Aveva iniziato presto a lavorare Umberto, rimasto orfano di padre assieme ai sei fratelli per un brutto episodio di guerra. Come diversi lunigianesi era emigrato in Svizzera e su quei tetti innevati ha imparato il mestiere, che ha portato in Italia per necessità: si trovava qui per un periodo di vacanza quando improvvisamente era deceduto il titolare della ditta per cui lavorava ed ha iniziato a lavorare a Fivizzano, nella bottega dello zio Ugo Ugolini.

È stato, assieme ai cugini Guglielmo e Rosanna, il primo a costruire un condominio a Fivizzano, una impresa ardita e un simbolo della Lunigiana che cresceva negli anni settanta.

Umberto era noto a tutti per l’entusiasmo e la gioia di vivere che trasmetteva, anche negli ultimi anni della sua vita, non facendo trasparire le difficoltà o le preoccupazioni. Sempre a fare progetti e a pensare cose nuove sino all’ultimo. Persona di grande generosità, sempre presente in Parrocchia, dove raccoglieva le offerte domenicali, e ci teneva che si contribuisse alla Chiesa locale. Aveva una particolare devozione, come i fivizzanesi doc, per la Madonna di Reggio e per la chiesina della Tergagliana, che fu ri-edificata come ex-voto dai fivizzanesi dopo la seconda guerra mondiale, e dove ogni anno per l’Ascensione era tra i promotori della funzione religiosa che si celebra e del momento di festa della comunità fivizzanese.

Umberto era un uomo di compagnia, stava bene in mezzo alla gente e lavorava per il paese, in diverse associazioni di volontariato sociale e culturale: la Misericordia, l’Avis, la Società Operaia di Mutuo Soccorso, la Banda Musicale, il Coro La Montanara. Negli ultimi anni non rinunciava a dare una mano in biglietteria alla Disfida degli Arcieri.

Mancherà a tanti Umberto, un amico, un padre e un marito esemplare che aveva sofferto da pochi mesi la perdita della cara Margherita. La famiglia desidera fare un ringraziamento particolare alle persone che si sono prese cura di Margherita e Umberto.