A Pontremoli la presentazione del “Il Carnevale nel Pontremolese tra ‘600 e ‘700”

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La tradizione del Carnevale diventa occasione per una nuova ricerca storica nell’Archivio di Pontremoli attraverso le carte degli atti processuali così da poter riscoprire le modalità con cui essa si manifestava, tra ‘600 e ‘700, nel territorio pontremolese (gli odierni Comuni di Pontremoli, Zeri e parte di quello di Filattiera): da Pontremoli alla SS. Annunziata, Montelungo, Succisa, Guinadi, Baselica, Monti, Braia, Bratto, Grondola, Vignola Dozzano, Arzelato, Torrano, Patigno, Noce, Coloretta, Castello, Adelano, Serravalle, Ponticello, Caprio, Gigliana.

“I dettagli delle maschere, degli abiti usati, dei luoghi nei quali si svolgono i fatti, i motivi del contendere ci rappresentano uno spaccato della società che ognuno di noi, leggendo il testo, ricco di dettagli e nel linguaggio del tempo, può facilmente legare a luoghi reali e a ceppi famigliari”.

“Il travestirsi, l’andare alle feste, il suonare, il ballare, il mangiare, tutte azioni ricorrenti che dipingono l’accaduto, offrendoci lo spunto per capire come l’istinto dell’uomo di fare scherzi e divertirsi sia sempre esistito, così come il desiderio, da parte di qualche malintenzionato, di usare il tempo delle maschere per intrufolarsi e commettere azioni di disturbo”.

“Paolo Lapi, nella sua puntuale e preziosa ricerca, ci pone di fronte a delle caratteristiche comportamentali che riescono a donare al lettore un momento di leggerezza e di sorriso, facendo magari qualche paragone con i tempi moderni e con quelle dinamiche che, oggi come ieri, caratterizzano un territorio”.
Nella copertina del libretto alcune immagini dei “mascheri” del passato proposte da Irene Pasquali, giovane allieva dell’Istituto Alberghiero Pacinotti-Belmesseri, che ha trasformato le parole in raffinati “schizzi”.

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