Ad Aulla la presentazione di un libro sul fascismo a Pontremoli e nell’alta Lunigiana

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Dei diversi “fascismi” della provincia apuana si parlerà ad Aulla, all’abbazia di San Caprasio, nell’incontro di sabato 15 febbraio (ore 15.30), in occasione della presentazione del libro di Stefano Baruzzo Fascismi di provincia. Pontremoli e l’Alta Lunigiana (1919-1925). Dopo il saluto del sindaco Roberto Valettini, introdurrà l’incontro il prof. Giuliano Adorni. Sarà presente l’autore.

Il primo fascio di combattimento della provincia di Massa Carrara sorse nel novembre del 1920 a Pontremoli, capoluogo del circondario dell’Alta Lunigiana. In Lunigiana altri fasci sorsero nell’aprile 1921 ad Aulla e Bagnone. Il dato è singolare, poiché la regione non presentava caratteristiche simili alle aree di maggior diffusione del fascismo e non offriva le opportunità di successo che esso colse in altre regioni.

Dopo una descrizione dell’ambiente sociale ed economico della regione lunigianese e delle correnti politiche in essa dominanti, il libro ricostruisce la nascita e l’affermazione del fascismo a Pontremoli e in Alta Lunigiana dalle origini alla svolta autoritaria (1919-1925), nel contesto degli avvenimenti nazionali e in collegamento con lo sviluppo del fascismo provinciale, in una comparazione che evidenzia le caratteristiche comuni come le peculiarità.

A Massa e a Carrara i fasci apparvero nel maggio del 1921, in occasione delle elezioni politiche.

I percorsi furono diversi. L’ascesa del fascio carrarese fu rapida e violenta, fino a raggiungere nel giro di un anno una posizione incontrastata nella sua città e di guida del fascismo apuano con il suo ras Renato Ricci.

Il fascio massese divenne un protagonista dopo le giornate di fine giugno 1921 a Massa, ma la sua posizione rimase a lungo instabile, nonostante la vittoria alle elezioni comunali del 1° ottobre 1922, prima della marcia su Roma (Massa fu il primo Comune ‘fascista’ d’Italia).

La ‘marcia su Pontremoli’ da parte del fascio locale, nonostante la primogenitura nel fascismo apuano, fu più lunga e dovette fronteggiare il partito popolare, un avversario relativamente nuovo ma ben radicato in una terra di lunga e salda tradizione cattolica.

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