Operazione della polizia in provincia: 11 arresti per droga a prostituzione

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Pochi giorni fa, alle prime luci dell’alba, è scattato il blitz della Squadra Mobile apuana con ausilio del personale degli omologhi uffici di La Spezia e del personale del Commissariato di polizia di Carrara.

Gli uomini della Polizia di Stato della Questura di Massa Carrara, dopo un anno di serrate indagini, hanno portato a termine un’importante operazione antidroga denominata “WHITE HONEY”, che ha visto l’applicazione di sei misure di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti soggetti, per violazione della legge sugli stupefacenti e per sfruttamento della prostituzione; altri cinque erano già stati arrestati in circostanze e momenti diversi nel corso delle pregresse fasi dell’attività investigativa.

Il sodalizio criminale colpito dal blitz era composto da quattro cittadini albanesi, tutti quarantenni e pregiudicati per gli stessi tipi di reati, residenti tra le città di Massa, Carrara e La Spezia, e due cittadini italiani, rispettivamente di trenta e settanta anni, entrambi residenti in provincia a Carrara, anche questi ultimi con uno spesso curriculum criminale alle spalle, sempre per gli stessi reati.

Un vero e proprio collaudato sodalizio criminale (quello tra italiani e stranieri di origina balcanica) che poteva contare su diversi fiancheggiatori, che svolgevano il compito di custodire lo stupefacente.

L’attività condotta dagli uomini della Squadra Mobile, coordinata dai magistrati della locale Procura della Repubblica, ha portato anche a diversi sequestri di sostanze stupefacenti, in totale circa 4 kg. tra cocaina ed eroina, sostanze tutte di ottima qualità, che venivano nascoste all’interno di un appartamento nella zona costiera di Carrara ed all’interno di una autovettura, allestita con particolari doppifondi, e nella disponibilità dei corrieri provenienti dal nord Europa, tutti stranieri.

Nel corso delle perquisizioni effettuate è stata rinvenuta e sequestrata anche una notevole quantità di materiale utilizzato per il confezionamento dello stupefacente (nylon termosaldato, macchina per il sottovuoto, bilancini elettronici di precisione, materiale per il ‘taglio’), che poi veniva immesso sul mercato oppure trasportato in altre zone.

Nel corso dell’operazione gli agenti della Squadra Mobile hanno denunciato anche diversi cittadini italiani poiché trovati in possesso di modiche quantità di sostanza stupefacente, e segnalati alla Prefettura per la violazione dell’art. 75 del T.U. sugli stupefacenti.

Le indagini, oltre alle attività di intercettazione telefoniche e ambientali, sono state sviluppate con pedinamenti dei trafficanti, che viaggiavano a bordo di svariate autovetture, per filmarli mentre operavano lo scambio o la cessione della droga. Gli investigatori hanno potuto notare la particolare cura adottata dai criminali per eludere ogni possibile interferenza da parte dei poliziotti. Infatti, alcuni di costoro svolgevano come attività di “copertura” il mestiere di apicoltore, tanto da indurre a controlli approfonditi anche delle arnie poste nei campi di lavorazione, ove si sospettava potesse essere celata la droga, poi rinvenuta in casa. Per tali controlli è stato necessario per il personale di polizia utilizzare idonee protezioni oltre alla collaborazione di personale specializzato nel settore.

Strettamente collegata all’attività di spaccio e traffico di sostanze stupefacenti anche quella dello sfruttamento della prostituzione, che si concretizzava nella ricerca e predisposizione di alloggi, ove poter far esercitare il ‘meretricio’ in maniera indisturbata a donne dell’Est. Scoperte le case d’appuntamento nella provincia di Massa Carrara, e sottoposte a costante monitoraggio, gli agenti avevano modo di rilevare un insolito via vai, sempre più crescente, di persone di età diversa. L’irruzione in questi appartamenti ha portato anche al sequestro di 15mila Euro in denaro contante, frutto del lavoro delle giovani donne.

Droga e prostituzione, un binomio indissolubile come  ”leit-motive” di questa attività d’indagine, durata diversi mesi,  che ha visto l’impiego, senza risparmio, dei poliziotti della Squadra Mobile della Questura Apuana. Adesso il sodalizio criminale è stato smantellato e tutti gli autori sono in carcere.