Sanac, Graziani (Uiltec): “Preoccupanti le notizie su Ilva e per i lavoratori del siderurgico italiano”

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“Neppure il tempo di tornare dalla manifestazione unitaria di Roma che arriva un’altra notizia ferale per il futuro di Ilva e di tutto l’indotto, compreso il gruppo Sanac. Il tribunale ha rigettato l’istanza di proroga dei lavori di messa a norma dell’altoforno Afo2 a Taranto di fatto ordinandone lo spegnimento. E oggi siamo già più preoccupati di ieri. Per Sanac, per Ilva, per decine di migliaia di lavoratori del siderurgico italiano che ora rischia più che mai il collasso”. A sostenerlo è il segretario Uiltec Toscana Nord, Massimo Graziani, che commenta così le ultime notizie che arrivano da Taranto a poche ore di distanza dalla manifestazione nazionale dei sindacati metalmeccanici a Roma con adesione e sciopero del gruppo Sanac.

“Purtroppo stiamo parlando di una crisi nazionale che abbiamo toccato con mano martedì a Roma. Possiamo scomodare un vecchio detto: ‘Se vai al mercato per scambiare la tua croce, torni con la tua perché quelle degli altri erano più grosse’. La piazza gremita che ci ha accolto testimoniava il quadro drammatico della situazione del lavoro in Italia, che in termini di numeri è rappresentato da migliaia di tavoli di crisi aperti e non risolti che pesano sul futuro di oltre 360.000 lavoratori, dei quali i 10.000 di Ilva e i 460 di Sanac sono solo la punta dell’iceberg. Quindi la mobilitazione non ha dato risposte alla nostra crisi ma aiutato a rendere più forte la domanda di lavoro e soprattutto ad inviare un preciso monito a Governo e Industria, ovvero che è finito il tempo degli sconti! Restiamo in attesa degli sviluppi dei tavoli che hanno iniziato ad aprirsi, in previsione del 20 dicembre quando scadrà la fideiussione: un altro momento importante da monitorare.
Unico rammarico – conclude Graziani – quello di non aver potuto raccontare alla manifestazione, per voce delle Rsu presenti, il nostro dramma. Avrebbe almeno restituito una percezione di maggiore vicinanza e solidarietà a tutti quei lavoratori che hanno partecipato, alzandosi alle 3 di mattina”.

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