Fosdinovo: arrestati con l’accusa di coltivazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti due operai

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Un’intera piantagione composta da circa 200 piante di cannabis è stata scoperta e sequestrata dai carabinieri in una zona inaccessibile e isolata alla periferia di Fosdinovo. Per portare via le piante di marijuana dal luogo di coltivazione è stato necessario l’intervento di un elicottero. In manette due operai del marmo.

L’indagine è iniziata qualche settimana fa quando i carabinieri di Carrara, scandagliando gli ambienti degli assuntori di stupefacenti, hanno appreso la notizia di un presunto giro di marijuana “fai da te” coltivata in larga scala da due insospettabili di Carrara.

A quel punto i militari hanno avviato un’indagine che li ha portati sulle colline di Fosdinovo, dove camuffati da cercatori di funghi hanno individuato una piantagione di cannabis allestita su alcuni terrazzamenti in mezzo alla boscaglia.

Per raggiungere la piantagione, i militari hanno dovuto affrontare un vero e proprio percorso di guerra, sfruttando i sentieri tracciati dal passaggio degli animali selvatici e strisciando attraverso cunicoli ricavati fra i rami e cespugli spinosi che impedivano la vista delle piante anche dall’alto. Addirittura per superare un tratto del sentiero con forte pendenza era stata posizionata una corda per agevolare la discesa verso la zona di coltivazione.

Dopo vari sopralluoghi sotto copertura una decina di carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Carrara, insieme ai colleghi della stazione di Fosdinovo, hanno deciso di passare all’azione e hanno organizzato una trappola per sfruttare al massimo il fattore sorpresa e scoprire chi si stava prendendo cura di quelle piante.

Alla fine sono finiti in manette un quarantaquattrenne e un trentanovenne di Carrara, entrambi operai nel settore del marmo, che evidentemente avevano pensato di arrotondare il loro stipendio coltivando di nascosto le piante di marijuana all’interno un appezzamento di terreno poco distante da un casolare disabitato di proprietà di uno dei due. Quando i carabinieri sono usciti allo scoperto e hanno fatto irruzione nella piantagione, i due avevano appena finito la potatura delle piante, inoltre prima di intervenire, un carabiniere mimetizzato nella boscaglia era riuscito ad ascoltare e documentare i consigli che si erano scambiati a vicenda per migliorare la produzione di marijuana.

I due coltivatori avevano messo a dimora le piante nel terreno e in decine di vasi, tutte disposte ordinatamente in file e colonne, innaffiate con un capillare impianto d’irrigazione temporizzato, allacciato a tre cisterne da 1000 litri, a loro volta collegate con apposita tubazione ad una sorgente naturale. Sul posto avevano portato anche una bilancia, sacchi di concime e di terriccio per vasi, nonché un cartone protetto da un telo di nylon utilizzato per essiccare le piante.

Le 200 piante rinvenute, di altezza compresa dai 50 cm e i due metri e mezzo, hanno raggiunto il peso complessivo di circa 120 chili. Non è stato facile per i carabinieri portarle via da quella zona ripida e boscosa, infatti dopo averle tagliate una ad una, le hanno portate di peso fuori dalla boscaglia e poi le hanno agganciate ad un elicottero per il successivo trasporto in caserma a Carrara, dove sono state campionate e sequestrate per essere successivamente analizzate in laboratorio. Si tratta di uno dei più significativi sequestri di piante di marijuana operato dai carabinieri negli ultimi anni nella provincia di Massa Carrara, infatti una volta raccolte ed essiccate, avrebbero consentito di ricavare dai 30 ai 40 chili di marijuana, per un valore sul mercato di circa 150 mila euro.

Nelle abitazioni dei due arrestati, i militari dell’Arma hanno trovato dosi di marijuana già essiccata proveniente dalla piantagione di Fosdinovo, del peso complessivo di circa 100 grammi, ritenute una scorta di erba destinate alla vendita.

Informato il pubblico ministero Alberto Dello Iacono che ha coordinato le indagini, i due sono stati arrestati per coltivazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti in concorso. Durante l’udienza di convalida dell’arresto presieduta dal giudice Dario Berrino del Tribunale di Massa, i due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ma allo stesso tempo hanno ammesso le loro responsabilità. Il giudice ha disposto per entrambi i domiciliari, in attesa del processo.

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