Montignoso, omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi e del vincolo di parentela: questa l’accusa per il giovane che ha ucciso il padre

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Omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi e del vincolo di parentela, questa l’accusa mossa a Moushinne Bouden di 26 anni che nella serata di lunedì 5 agosto ha ucciso il padre Abdel con 20 coltellate e dei colpi di martello in testa nel giardino della loro abitazione a Capanne di Montignoso. Pare che la lite fosse scaturita per il bagno lasciato in disordine, ma che tra i due le liti fossero continue.
Il giovane dal 21 giugno aveva l’obbligo di dimora e il divieto di lasciare l’abitazione dalle 22 alle 5 in seguito a una condanna per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale.
Sembra che si stesse tagliando i capelli in bagno mentre il padre è entrato rimproverandolo per il disordine. L’avvocato del ventiseienne sostiene che il giovane abbia agito per difendersi perchè sarebbe stato il padre che lo avrebbe aggredito in bagno con un martello e il coltello con il quale poi il figlio lo ha ucciso. Il giovane avrebbe anche varie ferite da taglio, una evidente sulla guancia destra e altre alle braccia che testimonierebbero la sua intenzione di difendersi.
Le indagini sono coordinate dal pm del Tribunale di Massa Marco Mansi, che con i carabinieri della compagnia di Carrara, guidati dal comandante provinciale Massimo Rosati sono giunti a rintracciare Moushinne Buoden intorno alle 14 di ieri. Sono stati i militari del nucleo operativo e radiomobile con il tenente Renato Paladini che hanno seguito le tracce del giovane, con il supporto di uno schieramento di tutte le forze dell’ordine e anche delle unità cinofile. Moushinne Bouden si sarebbe poi consegnato ai carabinieri senza opporre resistenza, forse anche perchè si trovava in fuga dalle 22 della sera prima.

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