Ferri (Forza Italia): “Anche per Pontremoli e Fivizzano parta un serio piano di rilancio delle politiche sanitarie ospedaliere e territoriali”

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Jacopo Ferri

Le buone notizie in arrivo da Piombino in relazione al rilancio della sanità Ospedaliera e territoriale di quella zona fanno riflettere sul passato e sul futuro della nostra sanità lunigianese”, scrive Jacopo Ferri in una nota stampa.

“Tante volte, infatti, abbiamo chiesto che la Regione intervenisse con un piano di azione per il potenziamento e lo sviluppo dell’offerta dei servizi ospedalieri e territoriali della Lunigiana, ma abbiamo sempre ricevuto silenzi, se non ‘schiaffoni’!
Ogni notizia di questi anni ha significato in effetti un arretramento in qualche direzione, un chiaro segnale di razionalizzazione negativa. L’indegna decisione della chiusura del punto nascite dell’ospedale di Pontremoli, avvenuta nel 2010, è stato uno dei passaggi più ingiusti, giunto, peraltro, dopo che il presidente Rossi si era sperticato (fino a poco tempo prima) nel garantire che non sarebbe accaduto. Ed invece avvenne, come da lì in avanti sono continuate a piovere scelte negative, sia per ciò che è rimasto del ‘percorso nascita’ che per altri servizi fondamentali”.

“Le soluzioni in verità ci sono sempre state – evidenzia Ferri -, allora come oggi, ed in effetti, quando è stato voluto, sono state nel tempo giustamente trovate per alcune realtà toscane”.

“Adesso che tocca a Piombino, attraverso un piano articolato ed una spinta politica tanto decisa, dobbiamo tornare a chiedere con forza alla Regione che si guardi alla Lunigiana con la stessa voglia di incidere, di invertire la tendenza in riferimento alla rinascita o alla crescita di servizi sanitari che si sono persi per strada o che, se sono sopravvissuti, a Pontremoli e Fivizzano, è solo per le continue prove di professionalità e di abnegazione di tanti addetti ai lavori impegnati sul campo sempre, incuranti dei troppi NO di Regione ed Azienda”.

“Se davvero è cambiato qualcosa nel modo di ragionare di chi muove le leve della politica sanitaria toscana – prosegue Ferri – allora è tempo di un Piano d’azione anche per la Lunigiana e per i suoi ospedali che possa veder realizzati interventi strutturali (ristrutturazione delle sale operatorie e dei reparti, adeguamenti antisismici degli edifici e molto altro) e riorganizzazione dei servizi (ripristino UOC Ortopedia e Rianimazione, salvaguardia di Medicina e Chirurgia, riapertura punto nascite, potenziamento del personale medico, infermieristico e paramedico un po’ dappertutto, ecc.) attesi da troppo e non più procrastinabili”.

“Nei prossimi mesi si aspettano fatti in queste direzioni, confidando che presto si arrivi anche a riflettere meglio, là dove conta, sui fallimenti del sistema delle mega Asl e del modello dell’intensità di cura, dalle cui esperienze bisogna tornare indietro a gambe levate.
Nel frattempo – purtroppo – non si può non registrare, in argomento, un altro segno meno. Da qualche giorno infatti sembra che l’assistenza domiciliare per molti pazienti della Lunigiana sia stata dimezzata: non più presenze quotidiane dell’operatrice/operatore, bensì a giorni alterni!
Speriamo bene…”.