Strage di Ustica, 39 anni dopo

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Strage di Ustica

Era il 27 giugno 1980, un aereo DC-9 dell’Itavia che trasportava 77 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio decollò alle 20.08 dall’aeroporto di Bologna in direzione Palermo. 51 minuti dopo, tra Ponza e Ustica, l’aereo scomparve dai radar e cadde in mare.

In quasi 40 anni si è parlato molto delle cause che hanno portato a questo incidente. Si sono fatti tanti studi, ipotesi, dichiarazioni e smentite. Quello del Dc-9 rimane un mistero italiano in cui ancora le famiglie delle vittime non hanno avuto alcuna risposta.

Nel corso degli anni le ipotesi su cosa sia successo a bordo dell’aereo si sono succedute senza sosta. Una pista francese, una americana, una bomba, un missile, un attentato terroristico in piena Guerra Fredda, una strage senza nome che si è aggiunta, purtroppo, alle tante già accadute in Italia.

Oggi siamo arrivati a capire che non fu un attentato, le fusoliere e i finestrini ero integri ed è improbabile quindi che una bomba fosse esplosa dall’interno. Non fu nemmeno un cedimento strutturale, come inizialmente ipotizzato dall’Aeronautica Militare.

A questo, molto probabilmente, si collegano alcuni strani “incidenti” accaduti a coloro che quella notte, direttamente o indirettamente, parteciparono all’incidente del DC-9. Alcuni ufficiali, infatti, persero la vita dopo aver condiviso con i propri familiari la paura che qualcosa potesse accadere loro, suicidandosi oppure perendo in strani incidenti d’auto o durante la celeberrima manifestazione di Ramstein, in Germania. A questi si aggiungono coloro che, come il capitano Marco Ciancarella, furono cacciati dall’Aeronautica perché stavano indagando sulla strage.

Sono ancora tanti i misteri che ruotano attorno a quello che, fino all’incidente di Linate, fu il più grave disastro aereo italiano.

Ad infittire il mistero, oltre ovviamente alle indagini parallele condotte dai giornalisti (su tutti Andrea Purgatori), ci sono le parole di Cossiga – il quale nel 2007 attribuì l’incidente ad un missile lanciato da un aereo militare francese il quale credeva che a bordo ci fosse Gheddafi – e la misteriosa telefonata di un militare alla nota trasmissione “Telefono Giallo” il quale riferì di uno scontro ravvicinato sui cieli di Ustica tra due F-14 francesi o americani e un Mig libico. (Il Fatto Quotidiano)

Il “muro di gomma” creato attorno al caso di Ustica non è ancora stato abbattuto. Dopo 39 anni non c’è ancora stata giustizia.

 

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