Il sindaco di Spezia sul concerto di Motta: “La musica dovrebbe unire, non dividere”

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Motta a La Spezia

Qualche battuta sull’essere comunisti (“Mio padre era un comunista” è una delle canzoni di Motta, tratta dal suo primo album), sugli omofobi (“Sei bella davvero” è una canzone dedicata ad un trans) e sulla Amministrazione della cittadina ligure ed ecco che Francesco Motta fa scoppiare una polemica proprio dopo il primo appuntamento dell’estate spezzina. Una polemica sinceramente nata dal nulla, dato che l’artista toscano ha avuto sempre le idee ben chiare su ciò che accade in Italia e si è sempre schierato dalla parte della ragionevolezza. “Dov’è l’Italia?”, ad esempio, è l’ultimo successo – portato a Sanremo – che parla dell’accoglienza a Lampedusa. In un’intervista rilasciata al Manifesto, Motta dice che “Prendere posizione è fare politica, capire dove stai è fare politica, penso che in qualche modo, nonostante abbia inciso solo due dischi, un’idea di come la penso l’ascoltatore se la fa, quindi anche parlare o nominare qualcosa come l’amore è una presa di posizione forte, è un mettersi in gioco come aver voglia di cambiare idea. Non avere paura del viaggio, del movimento verso qualcosa di diverso da te è prendere una posizione”. E ancora: “Ho voluto rischiare e giocarmela, dicendo come la penso, nonostante i tempi che corrono, perché fa parte di me, della mia istruzione e del mio Dna”. (intervista completa)

Ma ecco quanto appena dichiarato dal sindaco di Spezia:

“Il primo grande appuntamento dell’estate spezzina è iniziato con la marcia giusta, il primo dei sei concerti gratuiti che l’Amministrazione ha voluto donare alla Città ha riscosso un grande successo di pubblico: l’affluenza delle persone che si sono riversate su Piazza Europa per il concerto di Motta ha sfiorato, infatti, le 3.500 persone”.

“Il successo dell’iniziativa, però, è stato accompagnato da una serie di polemiche scaturite da alcune affermazioni di Motta durante il suo concerto che, purtroppo, hanno diviso la città in un momento che, nelle intenzioni dell’Amministrazione, avrebbe voluto unire, come credo la musica dovrebbe fare. Con la gratuità di questi spettacoli si vuole offrire a tutti l’opportunità di divertirsi nelle sere estive con concerti plurali e diversi e, soprattutto, non fare politica con soldi pubblici destinati alla cultura e allo spettacolo”.

“I grandi artisti non hanno bisogno di commentare la propria musica o i testi, perché la loro arte dovrebbe essere sufficiente a parlare da sola: il comportamento di Motta ha distorto l’intenzione di una serata che avrebbe voluto essere di festa e le parole che ha riservato nei confronti dell’Amministrazione che lo ha ospitato e soprattutto pagato sono da maleducati, ricolme di pregiudizi gratuiti e hanno avuto il triste risvolto di aver allontanato le persone che erano venute appositamente in piazza ad ascoltare la musica. Sono soprattutto rimasto sorpreso perché Motta non ha mai manifestato alcun disagio, prima di salire sul palco, rispetto al fatto che il suo cachet venisse pagato da una città governata da me e dal centro destra”.

“Motta si dissocia da me – scrive Peracchini -, ma io mi dissocio solo dalla sua maleducazione, non mi pento che sia venuto a cantare in Città perché la libertà di pensiero e di parola alla Spezia sono garantite a tutti, sempre, e a trecentosessanta gradi, se esse rimangono ovviamente nel perimetro della legalità. La forza della democrazia è proprio questa: dare spazio al pensiero di un altro che pur non condividiamo, che sia una presentazione di un libro o le parole in un concerto.
Ma da queste esperienze rimango sempre più convinto che dal comunismo e dal fascismo non ci sia proprio nulla da cui imparare”.