Jacopo Ferri: “Diamo più potere al Parlamento Europeo, nuove leggi per tutelare il made in Italy”

Le proposte di Jacopo Ferri, candidato alle elezioni europee con Forza Italia, intervistato da Confartigianato: “Rivedere il decreto Dublino”

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Un’Europa unita per essere forte nelle politiche economiche globali, con un Parlamento che abbia una maggiore capacità di incidere sulle scelte della Commissione Europea così da essere vera ed efficace espressione della volontà dei cittadini.

Sono queste le prerogative che individua Jacopo Ferri, candidato alle elezioni europee nella lista di Forza Italia per la circoscrizione Toscana, Umbria, Marche e Lazio. Intervistato dal giornalista Attilio Papini in diretta streaming nell’ambito degli appuntamenti di “Confartigianato incontra… La politica”, Ferri ha passato in rassegna luci e ombre, problemi e prospettive dell’Europa per il futuro, declinando l’impegno del suo partito all’interno delle istituzioni.

Il primo obiettivo è quello di dare nuova dignità e nuova forza al ruolo del Parlamento Europeo: “Deve avere più centralità, maggiore forza di incidere perché è l’unica istituzione europea eletta dai cittadini. Invece ancora oggi le politiche europee sono decise soprattutto dai governi nazionali all’interno della Commissione”.

Un cambiamento che deve però passare necessariamente dall’accordo con tutte le forze politiche nazionali e sovranazionali che si ritrovano all’interno dell’istituzione e bisogna fare i conti anche con la nuova forza dei movimenti sovranisti: “È evidente che il Partito popolare europeo e il Partito socialista europeo oggi probabilmente non sono più in grado di avere una maggioranza autonoma e anche i rapporti fra i due non sono gli stessi di un tempo. Si va verso alleanze diverse, un dialogo con gruppi che hanno un peso sempre maggiore come Alde. La speranza è che tutti vogliano guidare l’Europa verso un futuro migliore ma bisognerà vedere, all’atto pratico, come e con quali forze politiche si potrà andare nella direzione che auspichiamo”.

Uno dei primi temi è certamente quello dei finanziamenti europei: “La verità è che ce ne sono già tantissimi che transitano attraverso le nostre istituzioni – ha ribadito Ferri -, fondi sociali destinati ai giovani e a chi è in difficoltà. Bisogna far conoscere meglio le opportunità, semplificare il procedimento di accesso a fondi europei e, nel limite del possibile, diminuire la burocrazia che rende difficile anche per i piccoli comuni gestire queste risorse”.

Sì a una politica estera e a una difesa unica, che vada anche nella direzione di un’unica forza militare europea: “È necessario essere autonomi, come Europa, avere una propria forza per confrontarsi con le altre potenze internazionali e per dirimere crisi che non riguardano direttamente i nostri territori. Inoltre, questo permetterebbe probabilmente di diminuire gli investimenti nel settore e spostarli su altre voci”.

Una direzione univoca che deve valere anche nelle politiche economiche internazionali: “I rapporti commerciali con paesi come la Cina devono essere improntati da pari a pari e, comunque, in maniera tale da non essere sopraffatti altrimenti facciamo affogare le nostre imprese. Dobbiamo tutelare il made in Italy con misure a livello normativo che siano veramente effettive e non sulla carta perché sono cambiati i rapporti commerciali con paesi come India e Cina, mercati che oggi hanno una forte capacità di penetrazione nel nostro tessuto economico, evitando fughe in avanti come quella appena fatta dal governo che rischia di aprire varchi molto pericolosi: l’Europa deve muoversi in modo univoco su questo fronte”.

Infine una nota anche sul problema migranti e sul regolamento di Dublino: “È una delle partite più difficili da giocare – ha concluso Ferri – perché è difficile mettersi a tavolino e trovare una linea unica. Quell’accordo, così come è oggi, è figlio di un’altra epoca e di un’emergenza che non era quella di oggi, nei numeri. Bisogna cambiare Dublino e nessuno può sfuggire. Bisogna vedere come e facendo sì che resti comunque equa e rispettosa delle persone in difficoltà”.