Il Museo archeologico nazionale di Luni inaugura nuova via d’accesso dall’autostrada A12

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Dal 18 maggio sarà possibile, attraverso un accesso autostradale dedicato, ubicato tra le uscite autostradali della A12 di Sarzana e Carrara, raggiungere il sito di Luni dopo avere comodamente posteggiato l’auto. La nuova passerella pedonale consentirà di accedere direttamente all’area archeologica con una breve passeggiata di strada bianca lungo il canale lunense.

Al sito di Luni fino ad oggi si accedeva attraverso la viabilità ordinaria che dalla frazione di Luni Mare consentiva di raggiungere l’area di ingresso situata in Via Luni 37. Coloro che provengono da Sud (Livorno) potranno percorrere anche un piccolo tunnel pedonale che consentirà di apprezzare un video emozionale sull’antica città ed il suo territorio.

La realizzazione della passerella è stato un processo molto complesso che ha visto il coinvolgimento e lo sforzo congiunto di diversi Uffici periferici dello Stato che negli anni si sono avvicendati attraversando anche i nuovi assetti del MIBAC. Un risultato a cui hanno concorso, oltre al Polo Museale della Liguria, di recente costituzione, che ha in consegna il sito, anche la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova, e le province di Imperia, La Spezia e Savona, nei diversi settori: archeologico ed architettonico.

È attualmente in corso di realizzazione un progetto finanziato mediante convenzione ALES s.p.a. dedicato alla realizzazione di percorsi pedonali di visita al sito, di pannellistica illustrativa e direzionale, di copertura della Domus degli affreschi che verrà completato nel mese di settembre  e che sarà presentato al pubblico in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2019.

Da sabato 18 maggio sarà possibile usufruire di un sistema di audioguide utilizzabili presso i diversi casali storici ospitanti le differenti sezioni espositive, che consentirà di approfondire alcune delle principali tematiche legate alla colonia romana di Luni.

Attualmente della città romana, cinta da mura ed estesa per circa 20 ettari, si possono visitare alcuni edifici pubblici (tra i più importanti la piazza del foro, l’anfiteatro, il tempio della dea Luna, il Capitolium, la basilica civile) e privati (domus dei mosaici, domus degli affreschi, domus di Oceano) portati alla luce nel corso di questi ultimi cinquant’anni.

L’antica città di Luni, da sempre nota, – come testimoniano le carte del XVI secolo che disegnano i ruderi di Luni o l’interramento del suo porto, o come testimoniano le parole di Dante nel Paradiso – ebbe vitalità, se pure con fasi alterne, dall’atto della sua fondazione nel 177 a.C. fino al Medioevo quando nel 1204 la sede vescovile fu trasferita a Sarzana.

Le indagini archeologiche iniziarono nel 1800 e i primi reperti confluirono in parte nelle regie collezioni di Torino, da cui poi furono spostate per riportarle a Luni, in parte nel Museo archeologico di Firenze.

Per tutto l’Ottocento comunque si arricchiscono anche le raccolte private della zona quali quelle dei marchesi Giacomo Gropallo e Angelo Remedi o di Carlo Fabbricotti, la cui collezione è oggi esposta al Museo Civico Archeologico di La Spezia.