Francesco Cito a Carrara: il 6 aprile a Palazzo Cucchiari, ospite del CFA

0
445

Grande attesa per l’arrivo di Francesco Cito a Carrara: il fotoreporter terrà un incontro pubblico sabato 6 aprile alle 17 presso Fondazione Giorgio Conti, a Palazzo Cucchiari, come preview dell’appuntamento di settembre, “Carrara Fotografia 2019”.

Invitato dal Club Fotografico Apuano, Francesco Cito racconterà della sua fotografia, del suo lavoro, della sua esperienza. Un’esperienza professionale iniziata negli anni Settanta, assunto da un settimanale di musica pop-rock inglese per il quale ha girato l’Inghilterra al seguito di concerti e personaggi della musica leggera. Successivamente, come fotografo freelance e dopo aver collaborato con importanti riviste, è stato uno dei primi fotoreporter a raggiungere clandestinamente l’Afghanistan, occupato con l’invasione dell’Armata Rossa: al seguito di gruppi guerriglieri che combattevano i sovietici ha percorso 1200 chilometri a piedi, fotografando i primi soldati russi caduti in imboscate.

Negli anni 1982-83 ha realizzato a Napoli, la sua città, un reportage sulla camorra pubblicato poi sulle maggiori testate giornalistiche, in Italia e fuor d’Italia; successivamente, sempre a Napoli, ha realizzato un reportage sul contrabbando delle sigarette. Nel 1983, inviato da Epoca, ha seguito il conflitto Libanese – continuando nelle varie fasi della guerra fino al 1989. Nel 1984 si è dedicato alle condizioni del popolo Palestinese all’interno dei territori occupati nella Cisgiordania e la Striscia di Gaza, partecipando a tutte le fasi, riportando più di una ferita. Nel 1989 è tornato (ancora clandestinamente) in Afghanistan inviato da Venerdì di Repubblica: nell’aprile 2002 è tra i pochi ad entrare nel campo profughi di Jenin. Tornato nel 1998, inviato dal settimanale Panorama, per incontrare Osama Bin Laden, gli sarà impedito dai bombardamenti americani. A inizio anni Novanta intanto aveva seguito, con il primo contingente di Marines americani, tutto il processo della liberazione del Kuwait (avvenuta, poi, nel febbraio ’91). Con i suoi viaggi, attraverso il  Medio Oriente, ha raccontato i vari aspetti dell’Islam, dal Pakistan al Marocco.

In Italia si occupa spesso di casi di mafia ma anche di eventi come il Palio di Siena – che gli è valso nel 1996 il primo premio al World Press Photo. Dopo altri vari reportage in Albania e Russia si è dedicato, per una prestigiosa casa di gioiellieri parigini, ad un lavoro fotografico sulla realizzazione di gioielli attraverso le mani degli artigiani: il lavoro è stato pubblicato in volume, in 35 mila copie, in nove lingue. Tra i tanti riconoscimenti internazionali segnaliamo almeno il già citato World Press Photo, la menzione d’onore del “Leica Oscar”, il titolo di Maestro della Fotografia Italiana conferitogli da FIAF e il primo premio Canon – Mondadori.

Sabato 6 aprile, dalle 17 a Palazzo Cucchiari, racconterà ai presenti della sua fotografia e di quel che si prova a seguire – e poi raccontare – alcuni degli avvenimenti e delle situazioni sociali più importanti: con rispetto, senza mai cercare sensazionalismi. L’evento, organizzato da Club Fotografico Apuano con il patrocinio del Comune di Carrara e di FIAF, prevede da consuetudine la consegna degli attestati agli allievi del XVIII Corso e una proiezione dei loro scatti. Ingresso libero.