Meravigliose creature di Mirna Poli

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Libri che si leggono in fretta, parole, pensieri, immagini che ti fanno vedere il mondo da un’altro punto di vista. Quando Mirna mi ha dato da leggere il suo libro, il suo primo libro, ero titubante. Le opere prime sono sempre piene di imperfezioni, talvolta prive di contenuti se non esercizi di stile che scompaiono con il passare dei capitoli. Le “Creature meravigliose” invece non sono così, rendono migliori questo universo, e più sostenibile il passare degli anni.

Mirna, al tavolo di un bar mi racconta come sia tutto nato quasi per gioco, con un racconto inviato ad un concorso e la voglia (o forse meglio dire la necessità) di cambiare e veleggiare verso lidi più luminosi e pieni di armonia.

Dalla copertina capisco che una creatura che ha cambiato la vita di Mirna c’è, e poi scopro che si chiama Black, un nome comune per un quattro zampe unico. Lei mi spiega come i personaggi ricamati nel libro siano rimasti impressi nella sua mente e forse anche nella storia di paesi, tra cui anche uno troppo piccolo, come il mio.

Le creature del libro sono tutte intensamente descritte, come se avessero una luce propria. A volte ricordi, a volte fotografie, a volte semplici frasi che diventano vive e illustrano pittoreschi angoli di mondi piccolissimi, come quello lunigianese, a volte enormi come quello della natura nella sua interezza, nella sua mutevolezza e nella sua caleidoscopica realtà.

Incontriamo gli occhi e l’allegria di Black, l’oleandro della nonna, un fiume, una luce e un poeta, tutti protagonisti di un racconto corale espresso con brevi ricordi, fotografie, impressioni e frasi di altri autori, tutte messe in ordine per dare un senso alla scrittura. Perché scrivere, per Mirna, è importante, un modo di riuscire a comunicare la sua attitudine verso il mondo e tutto quello che lo circonda, fino alla luce.

Pagina Facebook dedicata al libro: https://www.facebook.com/creaturemeravigliose/