Caso Ruby, aperta inchiesta sulla morte della teste Imane Fadil

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Foto LaPresse - Mourad Balti Touati 14/01/2019 Milano (Ita) - palazzo di giustizia Cronaca Udienza del processo Ruby Ter a carico di Silvio Berlusconi ed altri 27 imputati Nella foto: Imane Fadil

Aperta inchiesta sulla morte di Imane Fadil, modella marocchina di 34 anni, testimone del processo Ruby ter, che vede tra gli imputati l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Deceduta il 1 marzo di quest’anno, la giovane modella è scomparsa dopo un lungo ricovero, iniziato il 29 gennaio e terminato con il suo decesso dopo 30 giorni di agonia, come gli stessi investigatori hanno definito.

La notizia è stata divulgata soltanto nella giornata di ieri dal procuratore capo di Milano, Francesco Greco. È lui stesso a spiegare che la giovane prima di morire ha telefonato al fratello e all’avvocato, per dire la stessa identica frase: “Mi hanno avvelenato“.

Ora la procura di Milano ha aperto un’indagine per omicidio volontario, e sono stati gli esiti degli esami tossicologici disposti lo scorso 26 febbraio dai medici dell’Humanitas di Rozzano, dove era ricoverata, ed effettuati in un centro specializzato di Pavia, a evidenziare che la donna è deceduta a causa di un “mix di sostanze radioattive”. Gli esiti, scrive l’Ansa, sono arrivati il 6 marzo e trasmessi immediatamente dallo stesso ospedale alla Procura di Milano.

“Nella cartella clinica di Fadil”, spiega Greco, “ci sono “più anomalie” e per capire la causa esatta della morte è stata disposta l’autopsia, che dovrebbe essere seguita a breve”. Ma visto il risultato degli esami tossicologici, i tempi per effettuarla sono tutti da verificare, visto che le sostanze rilevate potrebbero mettere in pericolo i medici stessi.

Sono in corso gli accertamenti sui campioni di sangue prelevati durante il ricovero” – spiega Greco – “non si può escludere nessuna pista visto che dalla cartella clinica non emerge nessuna malattia specifica. La giovane riferiva di gonfiori e dolori al ventre. Stiamo sentendo i testimoni, verranno sentiti anche i medici dell’Humanitas, e abbiamo disposto l’acquisizione dei suoi oggetti personali”. Sotto esame anche il libro che la modella stava scrivendo, il quale però non sembra contenere elementi interessanti a spiegare il decesso della giovane.