Emergenza dissesto, 68 milioni di euro per la Toscana

Maxi piano nazionale per la difesa del territorio: ecco la prima parte dei finanziamenti per le zone colpite dal maltempo a fine 2018

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Dissesto idrogeologico, arrivano 68 milioni di euro per la Toscana: si tratta della prima parte di finanziamenti previsti per i territori cui è stato riconosciuto lo stato d’emergenza in seguito al maltempo dell’ottobre e novembre 2018. Altri fondi saranno poi distribuiti tramite piani che verranno concordati direttamente tra Stato e Regione.

Tutto rientra nel più ampio piano denominato ProteggItalia, una consistente operazione strutturale predisposta dal governo. L’Italia – spiega il presidente del gruppo consiliare regionale del Movimento 5 stelle, Giacomo Giannarelli – è un Paese che, come ha ricordato lo stesso presidente Conte, soffre una profonda fragilità nella cura del territorio. E la nostra regione non fa certo eccezione: basta pensare al dramma che ha investito più volte la Toscana, dalle zone di Massa Carrara sino al Grossetano”.

I disastri – anche recenti – avvenuti in ampie ed eterogenee aree della regione “Ci ricordano – sottolinea il deputato Riccardo Ricciardi –  che nessuno è immune dal rischio di fenomeni di dissesto idrogeologico. Sono felice che il lavoro della commissione Ambiente abbia portato importanti passi in avanti in questo delicato settore”. Soddisfatto del piano illustrato dal premier Conte anche il deputato livornese Francesco Berti: “Compito della politica – spiega – è quello di offrire tutto il supporto necessario affinché alle azioni del post emergenza vada sostituendosi una reale prevenzione e manutenzione”. Gran parte dei fondi saranno destinati all’area di Livorno, colpita con violenza dalla furia del maltempo negli ultimi mesi del 2018: “La nostra terra – evidenzia Berti – si è rialzata, più fiera e orgogliosa di prima. Ora però è necessario proseguire il lavoro avviato e garantire la massima tutela a cittadini, luoghi e imprese. Livorno è stata dimenticata dai governi precedenti, come fosse letteralmente sparita dalla cartina geografica: finalmente – conclude – invertiamo questa tendenza e diamo un segnale di speranza e solidità”.

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