Sanità in Lunigiana: “Promesse della regione disattese”

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“Un grave sintomo della distanza tra le politiche e le azioni fatte a tavolino, che non considerano le realtà e che mancano di visione strategica, è rappresentato dalla continua  delocalizzazione e dal depotenziamento di servizi efficaci e fondamentali per i cittadini dei territori periferici e disagiati come il nostro”. A dirlo è Gabriele Mazzoni del Comitato in Difesa del Diritto alla Salute in Lunigiana.

“In parallelo, la tendenza al totale accentramento, senza considerare i costi per la salute e sociali e i rischi sul breve e lungo periodo, non sembra portare i risultati sperati almeno per quanto riguarda adeguatezza, efficacia ed efficienza dei servizi offerti ai cittadini”.

“Il continuo spopolamento dei nostri territori si può e si deve arrestare, ricominciando a considerare le nostre strutture ospedaliere ma non solo quelle, come una risorsa per tutti, come lo sono state per decenni. In passato – continua Mazzoni – le nostre strutture ospedaliere hanno rappresentato un’importante risorsa anche per i cittadini della costa e delle città. Ancora oggi potrebbero divenire punti di eccellenza e decongestionamento di strutture ospedaliere che non possono far fronte alle necessità di pazienti (soprattutto anziani) che richiedono assistenza continue. Le strutture dei territori periferici vanno ripensate come risorse e non in termini riduzionistici di costi da sostenere. Il ripensamento del servizio sanitario deve considerare i cambiamenti demografici in atto e il potenziale di ripopolamento del territorio. Potenziale che rischia di essere compromesso dalla carenza di servizi”.

“Da diversi anni ormai, dopo il progressivo depotenziamento degli ospedali della Lunigiana (depotenziamento che peraltro rispecchia quello di altri territori periferici della Toscana), i Comitati cittadini continuano a chiedere con forza  che vengano semplicemente garantiti i livelli essenziali di assistenza e che siano rispettati i diritti fondamentali”.

“In più di un incontro con i responsabili di riferimento, e con l’Assessore alla Sanità ci siamo confrontati e ci siamo sentiti rassicurare, e in quelle sedi sono stati presi impegni precisi, che fino ad oggi sono stati sistematicamente disattesi”.

“Per quanto riguarda l’emergenza-urgenza nel documento di riorganizzazione del Servizio 118 della Regione Toscana si legge che:”Obiettivo primario di ogni sistema di salute è quello di fornire ai propri assistiti assistenza continua sulle 24h e 7 giorni su 7; l’assistenza deve essere tempestiva ed appropriata, caratterizzata da qualità e sicurezza indipendentemente dal luogo di erogazione e deve garantire l’integrazione dei diversi attori coinvolti nell’intervento”.

“Oggi ci sentiamo di dire che tale obiettivo primario non viene rispettato e che sia più che mai necessario un confronto reale per garantire il diritto alla salute dei cittadini dei territori periferici”.

“Le promesse disattese e l’erosione continua dei servizi di base – conclude Mazzoni – si traduce in termini di costi di vite umane, limitato accesso ai servizi di prevenzione e messa a rischio del potenziale di sviluppo del territorio”.

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