Anziani malatrattati in una casa di riposo a Massa, li stordivano con i farmaci per farli dormire

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Nella mattinata di ieri, a Massa, nell’ambito dell’attività investigativa “Old Age Home”,  coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa – Sost. Proc. Marco Mansi, finalizzata a prevenire e reprimere condotte criminose riconducibili all’ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia, da parte di esercente attività di assistenza residenziale per anziani e disabili autosufficienti, il NIL CC (Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro) di Massa Carrara, in collaborazione con il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale CC di Massa Carrara e con il N.O.R. della Compagnia CC di Massa,  ha dato  esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare  emessa l’ 08 febbraio 2019 dal GIP del Tribunale di Massa (Divieto di dimora in Massa presso i locali della Casa famiglia e divieto di esercitare l’attività di impresa o uffici direttivi di persone giuridiche o di imprese), nei confronti di una imprenditrice di Massa, classe 66.-

L’indagine, condotta sia con metodi tradizionali sia attraverso lo svolgimento di attività tecniche con intercettazioni telefoniche e video-ambientali, ha permesso di acclarare, a carico dell’indagata, gravi inadempienze nella gestione dell’attività imprenditoriale riconducibili, principalmente, alle modalità di trattamento e cura degli anziani ospiti della struttura da lei personalmente gestita ed amministrata in ordine al reato di cui all’art.572 CP (Maltrattamenti in famiglia), consistenti in:

  • inadeguatezza ed insufficienza del trattamento alimentare;
  • precarie condizioni igienico-sanitarie;
  • condizioni climatiche precarie per la mancata accensione dell’impianto termico;
  • trattamenti sanitari con somministrazione di farmaci fuori terapia;
  • condizione di sistematico avvilimento e mortificazione mediante atteggiamenti aggressivi ed intimidatori,

commessi nel periodo compreso tra aprile 2018 gennaio 2019, poiché al fine di gestire una complessa attività imprenditoriale rinunciando, per motivi di risparmio, alle professionalità ed ai mezzi necessari per esercitarla nel rispetto delle esigenze e della dignità degli ospiti, soggetti particolarmente vulnerabili per età e condizioni di salute che, invece di essere assistiti mediante l’erogazione di adeguati servizi, venivano sistematicamente prevaricati, insultati, degradati e, in qualche caso, percossi.-

Nel medesimo contesto gli ospiti (cinque), attualmente presenti nella “Casa Famiglia” oggetto d’indagine, sono stati affidati ai loro familiari e ricollocati in analoghe strutture.-

In contemporanea alle attività investigative svolte sono stati effettuati accertamenti di natura gius-lavoristica durante i quali sono state riscontrate violazioni amministrative in materia di:-

  • “lavoro nero” svolto da n.3 (tre) dipendenti nel periodo giu-ago 2018, per un importo complessivo pari a €.9.000,00 (novemila);
  • “mancata registrazione di ore di lavoro supplementari” riconducibili a nr.2 dipendenti nel periodo aprile – agosto 2018, per un importo pari a €.300,00 (trecento).-

All’atto dell’accertamento delle violazioni amministrative è stato adottato anche il provvedimento di sospensione dell’attività  imprenditoriale, successivamente revocato poiché l’imprenditrice ha ottemperato agli obblighi di legge consistenti nella regolarizzazione del personale “in nero” e nel pagamento della somma aggiuntiva.-

E’ stato inoltre disposto il recupero dei contributi previdenziali INPS per ore di lavoro non registrate nel periodo aprile – agosto 2018,  per un importo pari a €. 6.794,35.-

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