Lavoro, grande ricorso alla cassa integrazione e disoccupazione nell’area Toscana Nord: preoccupazione della Uil

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1 maggio festa del lavoro

“La ripresa per il territorio apuano sembra ancora lontana. Lo dimostrano gli ultimi dati disponibili su cassa integrazione e indennità di disoccupazione (Naspi) contenute nel report della Uil area nord Toscana e riferiti ai mesi di settembre e ottobre”. A fare il quadro della situazione è il segretario Franco Borghini: “Il dato locale, purtroppo, fa emergere un fortissimo aumento del ricorso alla Cassa integrazione ordinaria nella nostra provincia. Non sono numeri clamorosi ma tracciano un trend che speriamo venga disatteso dalle analisi successive ancora in fase di elaborazione. In pratica, dalle 900 ore di Cig ordinaria di settembre si passa alle quasi 5.000 di ottobre. Non sono poche, anche se abbiamo avuto di peggio, ma a preoccupare è il salto mensile. Ed è un dato preoccupante perché la Cig ordinaria riguarda imprese che introducono per la prima volta la misura di tutela ed è il segnale di un tessuto economico locale che, dopo l’estate, è ripartito con una forte frenata. Non si tratta solo degli stagionali, che iniziano già da settembre, ed è un balzo troppo forte per limitarlo al settore del turismo”. Basta poi fare un confronto a più ampio raggio per avere maggiore consapevolezza sul dato di ottobre: “Da gennaio a settembre 2017 la cassa integrazione ordinaria è rimasta stabile, con un migliaio di ore in più. Quindi non c’è stata alcuna ripresa. E’ solo diminuita fortemente quella straordinaria ma è un numero strutturale perché quella va verso l’esaurimento e non è stata rinnovata dal governo. Si è passati dalle 80 mila ore del 2017 alle 15 mila del 2018, nello stesso periodo”. A testimoniare le difficoltà delle imprese di Massa Carrara c’è anche il numero sulle richieste di disoccupazione, le Naspi.

“Continuano a essere elevate, segno di una realtà con problemi storici strutturali che non ha trovato una vera ripresa – prosegue Borghini – L’autunno ha visto una macchina produttiva rimasta ferma al palo, senza spinta propulsiva, come evidenziato peraltro dai dati nazionali. Solo che da noi si parte già da una situazione di emergenza”. A livello locale il sindacato è inoltre preoccupato dal settore del lapideo: “Le vicende che ogni giorno portano alla ribalta il marmo, le cave che chiudono o forse no, ci danno l’idea dell’incertezza in cui vive tutto il comparto e di conseguenza l’indotto. Una fase delicata che non può non metterci in allarme”. L’appello è alle istituzioni, da quelle locali fino al governo: “Come sindacato chiediamo una estrema attenzione sul mondo del lavoro – conclude il segretario Uil nord Toscana – perché gli strumenti tradizionali della Cig ordinaria, straordinaria e in deroga stanno venendo meno. Bisogna riorganizzare tutto il settore degli ammortizzatori sociali per renderli più aderente alla situazione che stiamo vivendo, di una crisi che attanaglia il paese. Per questi motivi invitiamo tutti i lavoratori, i pensionati, i cittadini a partecipare alla manifestazione nazionale indetta da Cgil, Cisl e Uil il 9 febbraio a Roma. Una manifestazione ‘per sostenere le proposte contenute nella piattaforma unitaria del sindacato, per cambiare le scelte del Governo e per aprire un confronto serio e di merito sui veri problemi del paese e del mondo del lavoro'”.