A “Startup School” i sogni cominciano a prendere vita

0
42

Giovani ed esperti a stretto contatto per parlare di sogni. Si potrebbe riassumere così l’esperienza di Startup School che questa volta si è svolta all’interno del Salone Voltato del Comune di Villafranca e che ha visto nuovamente attivi e creativi studenti delle scuole Secondarie della Lunigiana, studenti universitari e giovani professionisti  alle prese con la loro prima esperienza da ideatori e venditori.

Cos’è Startup School? Sicuramente una prima volta per l’intero territorio, un modo per poter dotare i giovani del territorio di competenze e di metodologie adeguate, volte all’inseguimento di un’idea, di un progetto, di un sogno.
Organizzato e promosso da Lions Club Pontremoli Lunigiana e Rotary Club Lunigiana, ha individuato il team leader in Andrea Angella, giovane pontremolese che ha saputo coinvolgere scuole, Enti e esperti del territorio ed oltre, ponendo competenze apprese sul campo lavorativo, a disposizione delle possibili menti del domani.

Una giornata intensa quella di mercoledì 9 gennaio, in cui le fredde temperature non hanno di certo frenato entusiasmo e creatività. Business Plan, analisi di fattibilità, Lean Startup & Minimum Viable Product sono stati solo alcuni dei punti analizzati durante la sessione in cui non sono mancati gli esperti a coadiuvare il lavoro dei ragazzi.

Anna Fabrizi, artista di Carrara, mente e braccio del progetto “La Culla di Bratto”, Francesca Ferrari, Presidente di Coldiretti Provinciale e imprenditrice, Roberto Benelli, di Rotary Club Lunigiana, Simona Polli, professionista del settore turismo, Andrea Lagomarsini, CTO, Senior Software Architect, R&D Manager, Senior Team Leader e Inventor e Roberto Pedroncini, responsabile di BricoIo Aulla, hanno affiancato, supportato e consigliato i giovani apprendisti imprenditori nell’organizzazione di uno schema destinato a verificare la possibilità di stilare un’analisi di fattibilità di alto livello del business che preveda l’organizzazione e la previsione della divulgabilità di un’idea, della sua sostenibilità economica e realizzabilità, per capire se già in possesso delle competenze adeguate per la sua riuscita, la dimensione del mercato, la verifica degli aspetti legali, ambientali e sociali.

E così si sono messi al lavoro, a riflettere, a confrontarsi e discutere, come è raro vedere in ragazzi della loro età. Nessuna vergogna o timore. Solo idee e confronti costruttivi. Un precorso in divenire, in crescita, in cui quelle che inizialmente si presentavano come idee, oggi cominciano a prendere gambe, a formarsi e a cominciare piano piano ad assumere una forma propria, concreta e potenziale.

Come la Startup di Emmanuele Fenucci e Federico Longinotti.
Diciassette anni entrambi, provenienti dal Liceo Classico Vescovile, hanno già realizzato il prototipo del loro progetto.
«La nostra idea parte da una coltivazione di frutti di bosco attraverso la nuova tecnica agricola chiamata “acqua ponica” – hanno raccontato con entusiasmo i giovani startupper -. L’acqua ponica è una coltivazione basata sulla convivenza di piante e pesci. Sono gli escrementi dei pesci che fungono da fertilizzante per le piantine. Abbiamo scelto i frutti di bosco perché in Italia abbiamo una produzione che non soddisfa il fabbisogno nazionale. Per questo la maggior parte dei prodotti vengono importati da paesi esteri. Il tutto è basato su energia rinnovabile. Le pompe che portano acqua concimata alle piante sono pompe elettriche che si possono alimentare con energia solare. L’intero sistema poi vedrebbe il continuo ricircolo dell’acqua, arrivando ad un risparmio di acqua calcolabile al 90percento. Potrebbe essere preso a modello per il futuro, quando le risorse idriche scarseggeranno. L’obiettivo è quello di creare una produzione di frutti di bosco in Lunigiana dodici mesi all’anno, senza utilizzo di additivi chimici. Gli escrementi dei pesci forniscono una dita completa per le piante. Per adesso escludiamo di rivolgerci alla grande distribuzione. Pensiamo invece alle attività locali, di ristorazione, privati. Il nostro prototipo è già pronto. Abbiamo creato le basi per un piccolo ecosistema, che implementeremo nei prossimi giorni aggiungendo i protagonisti: pesci e piante, stilato una sorta di business plan, identificando i possibili competitors, che per la maggior parte sono fuori dai confini nazionali, un’analisi di mercato. E pensiamo che ci siano buoni margini su questa coltura».

Sorpresi? E si tratta solo di una delle cinque Startup che stanno prendendo piede durante le sessioni di Startup School. Idee che vi racconteremo in itinere, che vi stupiranno per potenzialità, per possibilità, per le competenze dimostrate e per la meraviglia che faranno scaturire in voi.
Questa è la storia di Startup School. Una storia che, si può prevedere, avrà un lieto fine, garantito dai giovani che grazie a questo stanno imparando a sognare e a dare concretizzazione a quello che sognano, a credere in sé stessi e ad occupare il proprio tempo sì sui banchi di scuola, ma anche a scuola di vita.