Prodotti Spezzini e Lunigianesi approdano all’Università di Pisa

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Giovedì 22 novembre, l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari ed Agro-ambientali (DiSAAA-a) dell’Università di Pisa è gremita di studenti, docenti, produttori e cittadini. Una giornata straordinaria, una giornata di studio diversa, a cui sono stati invitati anche alcune produttori spezzini e lunigianesi.

Un successo al di sopra di ogni aspettativa.
L’Università ha fatto incontrare studiosi e studenti con i sapori, la qualità del territorio, l’impegno, la passione e la determinazione di tanti produttori del settore agroalimentare. Saranno infatti la formazione, la competenza, la preparazione specialistica e professionale, unitamente alla scienza e alla tecnologia a determinare il miglioramento della qualità degli alimenti e la valorizzazione della filiera agroalimentare e di quella enogastronomica.

L’Ateneo Pisano, luogo di formazione, ricerca e conoscenza, ha voluto celebrare l’Anno del cibo italiano, con una giornata “Il cibo italiano”, in cui il l’argomento cibo è stato affrontato dal punto di vista della scienza, dell’economia, della storia, dell’etica e della ricerca. Qual è il cibo italiano? Quale la sua storia? Quale spazio ha sui mercati? Quali sono le regole?
L’evento è stato organizzato dai Corsi di Laurea Magistrale in “Biosicurezza e qualità degli alimenti” e “Biotecnologie vegetali e microbiche”. Il comitato scientifico e organizzatore era formato dai professori Anna Maria Ranieri, Alessandra Di Lauro, Monica Agnolucci, Rodolfo Bernardi, Chiara Sanmartin e Andrea Serra a cui si sono unite le studentesse Roxana Amarie, e Eleonora Pini ed il Dott. Marco Santin.

Parallelamente all’evento “Il cibo italiano”, si è svolta, dal 14 al 26 novembre, presso il Cinema Arsenale di Pisa, un’accattivante rassegna a tema con film introdotti in sala da ospiti e docenti del DiSAAA-a.
Il foyer del cinema, ha ospitato l’esposizione fotografica “Fotografare il cibo” della geniale Food photographer spezzina, Tatiana Mura; nella giornata del 22 novembre l’esposizione è stata traferita in aula Magna del DiSAAA-a.
Prima del convegno hanno portato il loro saluto il Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari ed Agro-ambientali, Prof. Alberto Pardossi; il Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca «Nutraceutica e Alimentazione per la Salute» (NutraFood), la Prof.ssa Lucia Guidi e il Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Dott. Valter Tamburini.

Ha introdotto l’evento il Presidente dei corsi di laurea magistrale in Biosicurezza e Qualità degli Alimenti e in Biotecnologie Vegetali e Microbiche, Prof. Andrea Serra. La Prof.ssa Annamaria Ranieri e la Prof.ssa Alessandra Di Lauro hanno coordinato gli interventi.
Il Dott. Antonio Logrieco (ISPA CNR – Bari) ha coinvolto il pubblico trattando degli Aspetti qualitativi e di sicurezza delle produzioni alimentari
Il Dott. Mauro Rosati – Fondazione Qualivita, ha destato molto interesse disquisendo sul valore de Le Indicazioni Geografiche: tradizione e futuro della cultura italiana.
Storie di vita e design: i segreti del cibo sono stati svelati dalla Dott.ssa Nerina De Nunzio dell’Istituto Europeo di Design (IED).
Ha fatto riflettere L’Italia in etichetta: quali regole?, intervento del Prof. Ferdinando Albisinni (Università della Tuscia)

Alle 12:00 lo Chef decoratore Claudio Menconi dell’Istituto Alberghiero «F.lli Pieroni» di Barga ha sorpreso il pubblico intagliando abilmente frutta e verdura per creare affascinanti decorazioni per la tavola.
Nell’intermezzo, alcune tavole ben imbandite, il buon cibo, sano e di qualità è stato il protagonista assoluto: i sapori del territorio toscano e spezzino invitavano ad essere gustati. Gli allievi dell’Istituto Alberghiero «F.lli Pieroni» di Barga, accompagnati dalla Preside, Prof.ssa Catia Gonnella, hanno curato la degustazione dei prodotti delle aziende convenzionate con il DiSAAA-a in modo piacevole e professionale.
Acqua Farina e Fantasia-Lunigina Preziosa, di Pontremoli con i suoi testaroli, conditi con il pesto e l’olio de L’Aromatica di Sarzana: “Testaroli e panigacci? In cosa consiste la differenza? Testo o teglia in ghisa per la cottura?” queste alcune delle curiosità espresse dai partecipanti alla degustazione.

Il pane di farina di castagne e quello a lievitazione naturale dello storico panificio Penna di Ceparana ha accompagnato il miele di castagno e di acacia dell’azienda agricola Bartolucci di Usurana: un matrimonio perfetto, che fa narrare di Calice al Cornoviglio, della Strada del Miele e del Museo dell’apicoltura e del Museo della Civiltà Contadina. Questo per dimostrare come un prodotto possa diventare identitario di un territorio, se cittadini, amministratori e strutture alberghiere collaborano per la sua valorizzazione.

Altri produttori rappresentavano la Toscana: Slow Food Pisa Monte Pisano, Fattoria le Prata, Pacini azienda frutticola, pane toscano DOP, Antica norcineria Sergio Falaschi, Caseificio Sociale di Manciano, Terre dell’Etruria, Torre a Cenaia, L’Aurora di Francesco, le Vigne del Grillo e Azienda Agricola Pedrazzi. Formaggi, vini, birre, torte dolci e salate tipiche, castagnaccio accompagnato da ricotta saporita e delicata. Eccellenze del cibo italiano.
Nel pomeriggio giovani ricercatori del Dottorato in Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali in una sezione, moderata dal Prof. Angelo Canale, dal titolo «Se mangi, quello che facciamo ti interessa», hanno presentato alcuni loro studi su differenti temi: “La carne di qualità merita una conservazione di qualità”, Dott.ssa Francesca Ciucci; “Lieviti benefici per la produzione di pani funzionali”, Dott.ssa Michela Palla; “Novel Food ed il cibo italiano: le regole fra tradizione ed innovazione”, Dott.ssa Alessandra Giovannetti; “Il pane viola: un connubio tra Sapore, Salute e Sostenibilità”, Dott.ssa Isabella Taglieri.