Marina di Massa, sedicenne accoltellato alla gola, tre minorenni arrestati

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La Polizia di Stato nei giorni scorsi, al termine di una serratissima ed intensa indagine durata l’arco di  poco più di una settimana, ha arrestato, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare,  tre soggetti, dei quali due minorenni, ed un ragazzo appena maggiorenne, italiani, che si sono resi responsabili del reato di tentato omicidio nei confronti di un altro ragazzo minorenne.

Teatro dell’assurdo crimine è stata la zona del centro di Marina di Massa, proprio a ridosso della piazza centrale, solitamente affollata durante il periodo natalizio. Una richiesta di chiarimenti per futili motivi, avanzata da uno del gruppetto ad un altro ragazzo minorenne, con l’invito ad incontrarsi in quel luogo, è stato il pretesto per attirare il ragazzo in quella che si è rivelata una trappola quasi mortale, che solo per una serie di eventi fortunosi non si è risolta nel peggiore dei casi.

Tutta la scena del brutale pestaggio è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza di un esercizio commerciale proprio situato nei pressi dell’accaduto, filmati che la Squadra Mobile ha esaminato fotogramma per fotogramma, ricostruendo l’intera e drammatica vicenda. Il gruppo di ragazzi, dopo un rapido scambio di parole, si avventa con calci, pugni e schiaffi sull’altro minorenne. Il pestaggio dura diversi minuti e ad un certo punto uno del gruppo tira fuori dalla tasca, quello che risulterà essere dopo, in seguito ai riscontri delle testimonianze del ragazzo ferito, un temperino. Con questo provoca, al ragazzo a terra, quasi esanime, una ferita alla gola di circa 10 cm.

Il pestaggio continua fino a che il gruppo, ritenendo di aver completato la spedizione punitiva, abbandona il luogo lasciando il ragazzo ferito, da solo, il quale ha appena la forza di avvisare i genitori. I familiari lo portano subito in ospedale poiché comprendono che non si è trattato della semplice lite fra ragazzi. Dopo il ricovero I sanitari del locale P.S. avvertono subito la Polizia.

Da lì è partita l’indagine che ha portato nei confronti di due soggetti minorenni, ed uno appena maggiorenne, all’emissione di provvedimenti di misure cautelare. Per uno di questi è stato disposto dalla magistratura genovese il carcere minorile di Torino, per gli altri le misure degli arresti domiciliari.