Roma, dolce ritratto di famiglia

Su Netflix il film vincitore del Leone d'oro

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Roma

La vita di una famiglia borghese di Città del Messico tra 1970 e 1971, tra gioie e dolori quotidiani, nel quartiere residenziale Colonia Roma.
Protagonista la domestica di origine india Cleo (Yalitza Aparicio), figura a cui la famiglia è molto legata.

Alfonso Cuarón è un regista eclettico, che ha saputo aggirarsi tra produzioni sensibilmente diverse: il colossal spaziale Gravity (che gli è valso un Oscar alla miglior regia), blockbuster di intrattenimento come Harry Potter e il prigioniero di Azkaban e pellicole più piccole e personali come Y tu mamá también – Anche tua madre.
Roma rientra in quest’ultima categoria, opera per cui il regista messicano – dopo le escursioni inglesi e americane – è tornato a girare nel paese natale il suo film più pregno di riferimenti autobiografici.
La pellicola – di cui l’autore ha curato regia, sceneggiatura, fotografia e montaggio – è stata girata in bianco e nero utilizzando il formato panoramico 65 mm.
Roma – vincitore del Leone d’oro a Venezia – è disponibile sulla piattaforma Netflix e in alcune sale distribuito dalla Cineteca di Bologna.

La cosa più sorprendente del film è come Cuarón riesca, sfruttando un formato usato solitamente per ragioni spettacolari, a dare quel senso di intimità e quotidianità a tutta la vicenda.
Con la macchina da presa entra dentro il trantran quotidiano della famiglia, con un ritmo – soprattutto nella prima parte – placido e sonnecchiante.
Vedremo spesso la cinepresa girare su se stessa, posizionata nel centro della casa, regalandoci dolcissime cartoline di vita familiare (alcune strapperanno qualche sorriso, altre qualche lacrima).
Il regista riesce, con occhio e sensibilità personali, a riprendere e rinnovare la lezione dei grandi maestri del Neorealismo italiano, come De Sica e Visconti.
Il contesto storico non sarà semplice elemento esornativo, ma entrerà – anche con violenza – nel racconto in modo inaspettato.

Roma

Roma si conferma come una delle migliori pellicole dell’anno, un’opera personale ed emozionante, splendidamente girata ed interpretata.