Ancora tre giorni per visitare la mostra “La fabbrica di ricordi” alla Filanda di Aulla

Grande emozione per chi la Filanda l'ha vissuta: in corso "un miracolo di cittadinanza attiva"

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Inaugurazione de La fabbrica di ricordi | Dicembre 2018, Filanda

Arrivano un po’ timidi, cercano velocemente tra le foto i volti noti, studiano i macchinari, restano per due ore. A un certo punto si accendono. È l’interruttore del ricordo. Ascoltano, molto, poi parlano. E quanto parlano. Correggono le didascalie, aprono parentesi su personaggi lunigianesi, chiedono aggiornamenti. A volte scende una lacrima. Sono i visitatori e le visitatrici della mostra “La fabbrica di ricordi”, esposizione organizzata dall’Associazione Fili di Juta presso l’ex bar Bragoni di Aulla, in via Nazionale 264. Nel corso delle prime due giornate sono arrivati appositamente da Bologna, Reggio Emilia, Beverino, La Spezia, Fornoli, Villafranca.

Sono anziani, bambini, figlie e figli di filandini e filandine; figlie e figli dei bottegai che facevano credito agli operai e, soprattutto, alle operaie; discendenti delle vittime del bombardamento, esponenti delle autorità cittadine e semplici curiosi. È passato Ivo, che porta il nome del nonno mai conosciuto: “Sono venuto per portare un fiore al monumento delle vittime, che bella sorpresa vedere omaggiato il 1 dicembre”. E poi Ondina, una delle prime lavoratrici a passare dallo stabilimento di Fossamastra a quello di Ragnaia, che chiedeva a tutti: “lei in che reparto lavorava?”. Tra gli oggetti più ammirati, un rettificatore di corrente proveniente dall’archivio di Sandro Tomellini e una bottiglia di spumante Biondo Tevere, donazione di Adriano Brollo. Il primo oggetto data di fine Ottocento, di manifattura inglese, chee serviva per trasformare la corrente alternata proveniente dalla centrale idroelettrica di Ponterotto in corrente continua, da utilizzarsi all’interno dello stabilimento. Il secondo oggetto data degli anni Ottanta ed era l’immancabile vino della festa, venduto allo spaccio aziendale o regalato nei pacchi natalizi.

Ogni spettatore ritrova un pezzo di sé. E, soprattutto, diventa parte di quello che il Secolo XIX ha definito “un miracolo di cittadinanza attiva”. Non è più semplicemente una mostra partecipata, ma un’esperienza attraverso cui la zona apuo-lunense ridefinisce la propria essenza, riqualificando antropologicamente una storia dimenticata, declinata al femminile. E lasciando ai posteri una traccia tangibile su cui riflettere. È significativo che sia stato Gabriele, 9 anni, residente nel quartier,e a tagliare il nastro inaugurale. Il testimone passa ora ai bambini delle scuole elementari di Ragnaia che in sede hanno già incontrato in sede tre testimoni del tempo e che porteranno avanti un progetto per tutto l’anno scolastico.

La mostra sarà aperta venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 dicembre 2018, dalle 11 alle 18:30. Accorrete: c’è un borsa di foto di premiazioni con tante persone non riconosciute.

Per seguire attività e ricerca dell’Associazione Fili di Juta seguite la pagina Facebook Montecatini, lo jutificio della Filanda. L’evento con rassegna stampa: https://www.facebook.com/events/2085038395121612/.