#EcoDeiLibri – Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood (trad. C. Pennati)

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Il racconto dell’ancella è un libro che fa paura. Claustrofobico, oscuro, verosimile e per questo decisamente inquietante, non si esce indenni dalla sua lettura, o quantomeno si chiude l’ultima pagina restando sospesi nel vuoto.

Siamo alla fine del ventesimo secolo, in un mondo distrutto dalle radiazioni atomiche, in cui gli Stati Uniti (diventati Repubblica di Galaad) sono a tutti gli effetti uno stato totalitario ed hanno fatto in modo che il controllo del genere femminile sia pressoché totale. Le donne che possono generare figli, che sono fertili, sono rimaste poche e vengono chiamate Ancelle. Relegate nei loro spazi e nelle loro brevi passeggiate, a loro spetta la conservazione della specie. Sono vestite allo stesso modo, con abiti rossi lunghi fino ai piedi e copricapo per tutto l’anno, possono solo bisbigliare tra loro e hanno delle regole durissime cui sottostare.

In questo mondo dispotico e “distopico” troviamo i Comandanti che hanno un enorme potere e possono generare figli utilizzando le Ancelle, ma vi sono anche altre figure socialmente attive come i Fedeli, le Nondonne, le Zie (che addestrano le Ancelle), le Marta (che aiutano le Ancelle a partorire), gli Occhi (i servizi segreti), i Custodi (servi maschi), le Economogli (mogli degli uomini poveri) e le prostitute.

Il racconto si riferisce alla storia di Difred, un’Ancella di cui conosciamo mano a mano la vita proseguendo con la lettura. Sappiamo che per lei il percorso non è stato facile ed ha ricoperto il suo ruolo presso due Comandanti, senza però generare alcun figlio. Arrivata nella casa del comandante Fred, la nostra Ancella si trova a dover sottostare a comandi dapprima innocenti ma comunque illegali come giocare a Scarabeo o leggere riviste che poi si trasformano in attività pericolose. È durante questa permanenza che Difred stringe amicizia con Nick, servo del Comandante e Dilgren, l’Ancella di un’altra casa che la mette a conoscenza di un movimento “Mayday” che si oppone al regime.

Il romanzo di Margaret Atwood ha una trama interessante e complessa allo stesso tempo, con intrecci narrativi e temporali da seguire con attenzione. Leggere queste pagine ci mette di fronte ad un mondo crudele in cui l’oppressione e la disillusione la fanno da padrone ma in cui anche il coraggio, la comprensione e la voglia di libertà hanno una voce da far risaltare, d’altronde siamo di fronte ad una riflessione sulla condizione femminile in cui, ossessivamente, l’uomo si fa oppressore.

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