Aulla: ricordi in mostra per i 75 anni dal bombardamento aereo di Ragnaia

La mostra sarà inaugurata sabato mattina al termine della Santa Messa e della cerimonia

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La fabbrica dei ricordi | Filanda, Aulla

“Era mezzogiorno e cadevano volantini dal cielo”.  Erano bombe. Quest’anno si compiono i 75 anni dal bombardamento aereo di Ragnaia. Una cifra tonda che diventa occasione per celebrare la vita che continua dal tragico giorno in cui persero la vita tanti civili. La cerimonia ufficiale quest’anno si arricchisce della tradizionale Santa Messa e di un’esposizione di oggetti provenienti dallo stabilimento Montecatini sito nel quartiere, stabilimento che per un secolo fu il cuore pulsante di Aulla con un importante indotto in tutta la Lunigiana. Sono chiamati in gioco il tatto, l’olfatto, l’udito. La memoria.

In programma, alle 9.50, presso il monumento in ricordo delle vittime di via Giromini il ritrovo delle autorità con deposizione della corona d’alloro e benedizione, prima della Santa Messa nella chiesa di Santa Maria Ausilatrice, alle 10.15. Alle 11.15 inaugurazione della mostra “La fabbrica di ricordi” presso i locali dell’ex bar Bragoni in via Nazionale 264, a cura dell’Associazione Fili di Juta: presentazione del più ampio progetto di recupero della memoria del bombardamento che vede coinvolta anche la scuola primaria di Aulla, l’associazione Taddeofilm, gli Amici di San Caprasio.

La mostra “La fabbrica dei ricordi” nasce dalla volontà di rappresentare attraverso gli oggetti, le storie orali e i luoghi, la grande ricchezza della società lunigianese novecentesca che si sviluppò attorno allo stabilimento Montecatini che per un secolo fu attivo ad Aulla. Sarà esposta materia e consistenza da opporre al virtuale: oggetti autentici, solidi, reagenti al tatto, per raccontare luci e ombre di un tempo di cui abbiamo tracce vive, parlanti. Una Wunderkammer al contrario: se i cinquecenteschi Gabinetti delle Meraviglie erano allestiti dai collezionisti per stupire nel segno della straordinarietà, del mistero, del mai visto, “La fabbrica dei ricordi” è allestita per celebrare il già visto, l’obsoleto, l’epica ed etica del fuori uso, del superato, del sopravvissuto. Un omaggio all’ingegno, alle mani, alla manodopera.

La tessitrice è il mestiere più bello del mondo” racconta Ida mentre porta in prestito le sue forbici di lavoro. “Sono le mie, originali, guardate, il fornitore si chiamava Bettini. Quando si rompevano dovevamo darle indietro per averne un paio nuove. Le ho portate con me quando mi sono licenziata, ma a casa non le ho mai usate”. Sta tutto lì, il perno tra quelle due lame, il fulcro della vita. Le forbici esiliate da casa di Ida risorgono con identità accresciuta nell’esposizione del 1 dicembre. Rigenerate nel loro uso, si elevano a simbolo, utensile gaio di una memoria intima che è ormai parte della Grande Storia. Sopravvissuta.

La mostra resterà aperta nelle giornate dell’1, 2 e 7, 8, 9 dicembre, dalle 11 alle 18:30. Informazioni e aggiornamenti alla pagina Facebook Montecatini, lo jutificio della Filanda.